Il caso della scheda già votata al Question Time della Camera. Salvini: “Nessuna ipotesi brogli”. Informativa alla Procura

Scritto da on 12 Giugno 2019

Il caso della scheda per le Europee già segnata col simbolo, nella quale si è imbattuta una elettrice di Termoli appena entrata nella cabina per esprimere il voto, all’attenzione del Question Time alla Camera dei deputati che si è svolto oggi. Presunte irregolarità elettorali, questo il tema della interrogazione del deputato pentastellato Giuseppe Brescia, che ha rivolto al ministro dell’Interno Matteo Salvini specifiche domande su ipotetiche irregolarità elettorali nell’ultima tornata, quella del 26 maggio scorso, in tre cittadine italiane: Ariano Irpino, Aversa e Termoli.

La vicenda che riguarda Termoli è quella raccontata da Primonumero.it subito dopo l’episodio (qui l’articolo), quando nella cittadina adriatica si è votato per le Europee e per il primo turno delle Amministrative. Il nostro giornale aveva raccolto la testimonianza diretta della cittadina che si era recata, nella tarda mattinata di domenica 26 maggio, nel seggio di via Luigi Sturzo, sezione elettorale n. 9, scoprendo che la scheda per le Europee che le era stata consegnata aveva già una croce sul simbolo della Lega Salvini e un nome – non decodificato – accanto.

“Non me ne sono accorta e non se n’è accorto nemmeno lo scrutatore che mi ha consegnato la scheda” aveva raccontato la ragazza. E questo perché le schede, sebbene aperte, erano sovrapposte. La scheda era stata successivamente annullata e l’elettrice aveva avuto una nuova scheda sulla quale votare. Ma l’episodio aveva registrato l’intervento della Digos, che ha svolto accertamenti mirati.

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Oggi Matteo Salvini, rispondendo al grillino Brescia, ha informato che non si tratta di brogli, come potrebbe essere per il caso – ben più grave, dalle prime ipotesi – di Bari, sul quale il ministro ha dichiarato di non avere informazioni in quanto si tratta “di indagini coperte da segreto istruttorio”.

La Digos ha comunque ricostruito la vicenda locale inviando una informativa alla Procura della Repubblica di Larino, che ora può decidere se aprire una indagine o archiviare. “Al momento – chiarisce il dirigente Di Pasquale, che ha preparato il materiale sulla cui base il ministro ha affrontato il Question Time – non risultano indagini aperte”.

Non si configurano brogli né, tantomeno, ipotesi di scambio elettorale mafioso.  Secondo le verifiche la scheda che risultava già votata era una delle schede da assegnare agli elettori sulla quale, “nel passaggio di mano in mano”, sarebbe stata apposta la croce accanto al simbolo della Lega. Una burla, una svista, o chi lo sa. Difficile che possa essere un errore dell’elettrice, anche perché se si sbaglia a votare si può ottenere l’annullamento e disporre di una scheda nuova sulla quale esprimere la preferenza.

“In ogni caso – afferma Di Pasquale – parlare di brogli è impossibile dal momento che risulta un caso isolato”.

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