Ospedali, la gente si sveglia: “Facciamo qualcosa”. Il commissario conferma: “Quadro nerissimo”

Scritto da on 26 Giugno 2019

Le ultime notizie sul  massacro della sanità molisana, con reparti a rischio chiusura da Termoli a Isernia passando addirittura per Campobasso, dove il Pronto Soccorso sta soffrendo una carenza di organico senza precedenti, hanno avuto l’effetto di svegliare la popolazione locale, che a lungo è rimasta inerte rispetto a un quadro segnato da ombre sempre più cupe, che ora restituisce l’impressione di una crisi irreversibile.

L’indignazione serpeggia sui social, dove il dibattito è scatenato, e soprattutto nei presidi ospedalieri, dove i pazienti in attesa di visite specialistiche o in fila allo sportello prenotazioni mostrano tutto il timore possibile per la concreta possibilità che a breve l’assistenza sanitaria locale possa registrare un taglio di cesoie netto e drammatico.

Oggi pomeriggio, mercoledì 26 giugno, è in programma a Termoli l’incontro tra i sindaci del Basso Molise che stanno provando a rivendicare il diritto all’assistenza forti anche delle garanzie costituzionali e i vertici della Asrem. Un incontro al quale dovrebbe essere presente lo stesso Commissario straordinario alla sanità Angelo Giustini che da Roma, a margine di un incontro, ha lanciato strali contro il governatore Donato Toma e l’assessore Luigi Mazzuto. Il primo perché dopo una iniziale condivisione avrebbe cominciato a bocciare tutto il suo operato, e il secondo perché avrebbe preso le distanze, in qualità di coordinatore regionale della Lega, nei suoi confronti. Giustini infatti è stato nominato dal Governo giallo-verde proprio in quota Carroccio.

“Tutto è nato – ha spiegato ad alcuni cronisti – perché i primari hanno messo nero su bianco che non ce la facevano più”. Se la situazione di ortopedia a Termoli è stata momentaneamente tamponata con i medici della Asl di Andria, per pediatria, ginecologia e relativo Punto Nascita, nonché per il pronto soccorso, l’emergenza è ai massimi storici. E vale anche per pediatria di Isernia e per il Pronto soccorso del principale ospedale molisano, il Cardarelli di Campobasso.

“Toma ha fatto il voltafaccia – il commento di Giustini – ma a noi non interessa perché l’emergenza c’era e rimane sotto gli occhi di tutti”. Mancano pediatri, ginecologi, anestesisti, medici di pronto soccorso. “Al di là delle polemiche politiche direi al presidente e all’assessore Mazzuto di guardare la realtà emergenziale e il problema della carenza di medici che è nazionale ma più acuito in Molise come in Calabria. Mi dà addosso un certo tipo di politica – ha precisato – perché non amano i commissari: Ce ne faremo una ragione”.

E sulla possibilità di inviare medici militari non ha aggiunto molto rispetto alle parole del ministro Elisabetta Trenta (Difesa) che aveva confermato come fosse una soluzione “ancora al vaglio del Ministero”.

Tutte le opzioni rimangono aperte, dunque, ma il tempo stringe in una morsa stritolante. Contro l’operato del Commissario anche la parlamentare azzurra Annaelsa Tartaglione: “La sanità è al collasso e se gli esiti non dovessero essere soddisfacenti siamo pronti a mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione politici e giuridici per portare il tema al centro del dibattito parlamentare”.

Il medico sindacalista Giancarlo Totaro infine mette in guardia i sindaci del Bassomolise dal richiedere l’applicazione dei Lea, i livelli di assistenza sanitaria, in modo ortodosso. Questo potrebbe portare – spiega – a problematiche ancora maggiori, spostando il livello di intervento per la risoluzione dei problemi negli ospedali molisani e soprattutto in quello termolese “in sedi sempre più distanti da quelle che sono le capacità e le competenze dei sindaci, rendendo poi ancora più difficile rimediare alle prospettate chiusure di reparti e ai drastici tagli dei servizi ospedalieri”.

Richiedere l’applicazione dei Lea per Totaro significherebbe inevitabilmente chiedere l’adeguamento del Piano operativo sanitario, scaduto nel 2018 ma di fatto vigente, che al momento permette ancora di poter rivendicare il mantenimento di tutti i servizi presenti nell’ospedale di Termoli.

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