Quota 100, lettera della Cgil ai sindaci

Scritto da on 30 Agosto 2019

Gli enti locali non sono in grado di assicurare il turn over del personale andato in pensione grazie alla “quota 100”. Secondo la FP Cgil di Catania che ha scritto al sindaco della Città metropolitana Salvo Pogliese e a tutti i sindaci del Catanese, una soluzione economica ed efficiente, potrebbe arrivare dalla trasformazione dei contratti a tempo indeterminato part-time a contratti full-time.

La lettera indirizzata ai primi cittadini, è firmata dal segretario generale della Funzione pubblica Turi Cubito e dal segretario provinciale FP enti locali, Fabrizio Perricone, secondo i quali la scelta di trasformare i contratti da part time a full time verrebbe operata “nel rispetto, sia della preventiva inclusione di detta trasformazione nei piani triennali delle assunzioni e, quindi, nel Documento Unico di Programmazione per il triennio 2020/2022, che dei vincoli di natura economico finanziari imposti dalla vigente normativa, recentemente revisionata ad opera dell’art.33 del Decreto-legge 34/2019”.

Anche l’ANCI, aggiungono i segretari di FP Cgil, “nell’informativa sulla revisione della normativa in materia di assunzioni di personale (pubblicata l’11 luglio 2019), ha denunciato un generalizzato invecchiamento della popolazione lavorativa, sulla scorta dei dati che oggi indicano l’età media del personale in servizio presso i comuni nella fascia di età tra i 50-55 anni, mentre solo il 18% circa dei dipendenti ha meno di 45 anni. Proprio il citato decreto crescita ha introdotto una modifica significativa sul sistema di calcolo della capacità assunzionale dei comuni, prevedendo il superamento delle attuali regole del turn-over e l’introduzione di un sistema basato sulla sostenibilità finanziaria della spesa di personale.

In concreto, ancorché le risorse destinate alla trasformazione dei rapporti di lavoro da part-time a tempo pieno assorbano risorse assunzionali in misura pari alla differenza tra il tempo pieno e l’inquadramento contrattuale di assunzione in part-time, riducendo – conseguentemente- le restanti capacità assunzionali, è innegabile che detta procedura consentirà ai Comuni di poter ottenere una corrispondente maggiore attività lavorativa da parte di quelle unità di personale già in servizio, a conoscenza delle procedure dell’Ente e già formate rispetto alla mansioni che in concreto sono chiamate a svolgere, risolvendo – in fine- le legittime aspettative di lavoratrici e lavoratori che aspettano un pieno coinvolgimento presso le amministrazioni da cui dipendono, oltre ad una retribuzione che consenta di affrontare con maggiore serenità i bisogni propri e delle loro famiglie”.

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