Laureati in Medicina o in corsia a 70 anni: le Regioni ci riprovano. “Così tamponiamo la carenza degli organici”

Scritto da on 27 Settembre 2019

C’è un’emergenza che unisce il Nord al Sud Italia: la carenza di medici negli ospedali svuotati pure per effetto di ‘quota 100’. Appelli, mobilitazioni, provvedimenti approvati in Parlamento (il decreto Calabria, ad esempio) non sono serviti a raggiungere un solo risultato concreto: ‘rimpolpare’ la schiera dei camici bianchi che quotidianamente riescono a garantire l’assistenza sanitaria ai malati con enormi sforzi.

Un’emergenza che il Molise conosce benissimo: nei nostri nosocomi mancano ginecologi, pediatri, ortopedici. C’è carenza di dottori in Medicina e Chirurgia d’urgenza, nei pronto soccorso. Tanto da costringere l’Asrem a stringere accordi con altre aziende sanitarie (il San Giovanni Addolorata di Roma e l’Asl di Andria) per avere ‘in prestito’ i camici bianchi.

Tuttavia, parliamo di una situazione grave e generalizzata: nei presidi sanitari pubblici del Paese servirebbero 10mila medici. E’ questo il calcolo che hanno fatto le Regioni, tornate a presentare il ‘conto’ al nuovo governo M5S-Pd e, dopo aver ‘tallonato’ l’ex ministro pentastellata Giulia Grillo, ora pressano il neo titolare della Salute. A loro avviso è necessario utilizzare in corsia gli specializzandi in Medicina o i dottori in età pensionabile: è questo il succo del documento che gli assessori alla Sanità invieranno al neo ministro Roberto Speranza.

In sedici punti tutte le misure che, secondo quanto emerso in Conferenza delle Regioni che si è riunita ieri (26 settembre) a Roma, è necessario prendere con urgenza. “Per affrontare l’attuale carenza di medici specialisti – ha sintetizzato Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni – sono necessari interventi urgenti al fine di garantire adeguati servizi sanitari”. Provvedimenti “sia temporanei che strutturali e di sistema”.

Tra le proposte l’impiego non solo di medici laureati e abilitati (cioè non specialisti), ma anche di dottori più anziani, che potrebbero restare in servizio fino a 70 anni. Oppure per le Regioni si potrebbero consentire l’accesso ai medici privi di diploma di specializzazione però “garantendo la possibilità di poter conseguire la specializzazione”.

Anche per chi si sta specializzando l’assunzione a tempo indeterminato dovrà prevedere il completamento del percorso formativo”, è la posizione espressa dagli assessori alla Sanità nel documento.

E ancora, per le Regioni è necessario “prevedere norme che consentano per il prossimo triennio ai medici di stipulare contratti di lavoro autonomo anche per lo svolgimento delle funzioni ordinarie, il conferimento dell’incarico a medici in possesso di altra specializzazione e l’assunzione a tempo determinato degli specializzandi già presenti nelle graduatorie concorsuali”.

Inoltre, c’è il tema dei finanziamenti da utilizzare a favore del personale sanitario: “Serviranno anche risorse aggiuntive per valorizzare con adeguati compensi le professionalità sanitarie rivolte alla guardia medica o in pronta disponibilità sanitaria e per aumentare i posti a livello nazionale nelle scuole di specializzazione. Infine vanno nel contempo valorizzati gli specializzandi, con più specifici obiettivi formativi, e le competenze delle professioni infermieristiche, ostetriche, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione”.

Insomma, misure che consentono di superare in maniera tempestiva la carenza degli organici. Anche perchè nei prossimi anni, secondo alcune stime, la situazione potrebbe peggiorare “sulla base del numero degli iscritti al corso di laurea a ciclo unico in medicina e chirurgia”.

In realtà, lo scorso aprile il commissario ad acta per la sanità molisana Angelo Giustini propose una soluzione simile al ministro Giulia Grillo. Che però non diede l’ok per l’impiego di medici militari, specializzandi o pensionati mettendo in ginocchio gli ospedali molisani.

Intanto i medici molisani sono pronti a scendere in piazza per una giornata dedicata all’incontro con i cittadini su “Stili di vita e prevenzione”. L’iniziativa si svolgerà in piazza Municipio a Campobasso domenica 29 settembre dalle ore 9. Cardiologi, diabetologi, geriatri, igienisti, medici di famiglia, nutrizionisti, odontoiatri, oncologi, pediatri, psichiatri, tossicologi sono pronti a “dare consigli e a rispondere alle domande dei cittadini”, come riferiscono dall’Ordine dei Medici che ha organizzato la manifestazione.

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