Toma bersaglio delle dissidenti: “Il pesce puzza dalla testa”. La maggioranza rischia di schiantarsi sul bilancio

Scritto da on 20 Febbraio 2020

Dopo settimane di calma apparente tira ancora una volta vento di burrasca dalle parti dei palazzi del potere politico molisano. La maggioranza di centrodestra sembra di nuovo sull’orlo del precipizio: fra poche settimane in Consiglio regionale il governo Toma è atteso dall’esame più importante della legislatura, l’approvazione del bilancio. E tutto fa pensare che la maggioranza non sarà così granitica: i tre dissidenti ‘storici’ – Michele Iorio, Aida Romagnuolo e Filomena Calenda – potrebbero mettere l’ennesimo sgambetto e mandare in affanno la coalizione che per poco non si è schiantata sulla riforma del trasporto lo scorso 22 dicembre. L’ex governatore e le ex leghiste votarono con l’opposizione. 

Da allora non è cambiato nulla, pure la verifica della Giunta regionale è finita senza modifiche significative. Luigi Mazzuto, l’assessore leghista che non gode del sostegno di una parte dei colleghi, è sempre lì. Inoltre sono iniziate le manovre per il vertice dell’assise di via IV Novembre: il mandato (che dura due anni e mezzo) dell’attuale presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone è in scadenza. E forse qualcuno ricorderà che Aida Romagnuolo avrebbe voluto ricoprire quel ruolo all’inizio della legislatura rifiutando per questo l’assessorato.

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Ora dunque la poltrona più alta di palazzo D’Aimmo è tornata a fare gola. E probabilmente le ultime fibrillazioni registrate in maggioranza dipendono proprio dalle ambizioni dei singoli consiglieri a rivestire un incarico profumatamente pagato, oltre che prestigioso.

Oltre alle ipotesi e alle possibili manovre in atto, ci sono poi i segnali che arrivano sui social. Ieri sera, ad esempio, il compagno di Aida Romagnuolo ha postato su Facebook una foto della stessa consigliera regionale in compagnia di Matteo Salvini, il ‘capitano’ della Lega, il partito con cui era stata eletta e poi espulsa dopo aver firmato una serie di mozioni di sfiducia contro Mazzuto, allora coordinatore molisano del Carroccio.

Era una foto di repertorio che girava sui social”, si giustifica Aida Romagnuolo intercettata all’incontro sul piano per la non autosufficienza che questa mattina – 20 febbraio – si è svolto nel Parlamentino di via XXIV Maggio, a Campobasso. “Sono stata contattata per tornare nella Lega, ma non sono interessata. Voglio portare avanti l’attività politica così come sto facendo, lavorando nell’interesse dei cittadini”. Porta chiusa in faccia al Carroccio perchè, aggiunge, “non bisogna necessariamente far parte di un cartello politico, per fare politica occorre principalmente il buon senso”.

Per la consigliera originaria di Casacalenda il vero problema è il solido legame tra il presidente Donato Toma e la Lega che finora ha bloccato ogni ipotesi di modificare l’assetto del governo regionale nonostante i problemi irrisolti (in primis le varie vertenze del lavoro) che vengono imputati proprio a Luigi Mazzuto. “Probabilmente Toma vuole mantenere il rapporto con Matteo Salvini lasciando al suo posto Mazzuto perchè – rivela – forse aspira ad una candidatura prossima in Parlamento”. E’ in questo scenario che il voto della Calenda sul bilancio non è così scontato: “Staremo a vedere”. 

A rendere ancora più bollente il clima confermando le liti interne alla maggioranza è Filomena Calenda: “Il clima vessatorio tra di noi esiste, ci sono attriti che vengono palesemente esplicitati”, sottolinea spiegando perchè sui social ha accusato i colleghi del centrodestra. Al tempo stesso non nasconde la delusione sulle ultime dichiarazioni di Toma: “A Primo Piano Molise ha detto che non dovremmo avere questi atteggiamenti. Allora io richiamo all’ordine tutti, me compresa”. Poi riferendosi proprio alle osservazioni del governatore accusa: “Essere plateali a volte rende di più, il pesce puzza dalla testa. Io vorrei qualcuno che mi inviti ad atteggiamenti diversi, ma non possiamo ritrovarci in sedute del Consiglio regionale che provocano una sensazione di squallore perchè la gente ha problemi e noi dobbiamo dare delle risposte”.

La Calenda dovrebbe votare il bilancio, a meno di prossimi colpi di scena o di altre liti con i colleghi di maggioranza. “Non credo che il bilancio sia il momento per affrontare le difficoltà interne alla coalizione. Quindi valuteremo, ma oggi non possiamo permetterci di fare delle cavolate. Il bene dei molisani viene prima di tutto”.

La maggioranza insomma è a brandelli. E per evitare sorprese in Aula Toma dovrà ricompattare i suoi, ricucire gli strappi, rimuovere le spine che ha nel fianco. Oppure il bilancio rischia veramente di essere un punto di non ritorno.


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