Intervista all’avvocato nisseno Giuseppe Dacqui sulla nuova e stringente ordinanza emanata dal presidente della Regione per gestire e prevenire l’emergenza coronavirus

Scritto da on 20 Marzo 2020

Intervista all’avvocato nisseno Giuseppe Dacqui sulla nuova e stringente ordinanza emanata dal presidente della Regione per gestire e prevenire l’emergenza coronavirus.

 

L’avvocato Giuseppe Dacquì: “L’ordinanza di Musumeci? Contiene un apparente contrasto. Urge chiarimento”

Ieri sera il presidente della Regione Nello Musumeci ha firmato un ulteriore provvedimento per prevenire e gestire l’emergenza epidemiologica del Covid-19 nell’Isola. Disposizioni che riguardano la “pulizia” di strade e uffici pubblici, gli esercizi commerciali, le rivendite di tabacchi, il trasporto urbano, le attività sportive, le uscite da casa per gli acquisti. A tal proposito, e visti i dubbi di molti cittadini, abbiamo intervistato l’avvocato Giuseppe Dacquì.

Cosa si deve intendere per acquisto essenziale?

Essenziale è ciò che è necessario.

Quindi l’uscita dovrà essere motivata per l’acquisto solo degli alimenti e dei farmaci ?

In teoria è così. Con questa ordinanza restrittiva si scontrano principi costituzionali: la libertà di movimento e il diritto alla salute. Ma il discorso diventa complesso.

Cioè ?
Tra i due beni,costituzionalmente presidiati, è innegabile che dovrà essere un po’ sacrificata la libertà di movimento.

Quindi l’ordinanza del Presidente della Regione è corretta ?
Ognuno di noi comprende le ragioni che hanno spinto il Presidente della Regione,On.le Musumeci, ad emanare l’ordinanza contingibile ed urgente n. 6 del 19 marzo 2020. Essa,però,è stata scritta in maniera non chiara tanto da prestarsi a delle diverse interpretazioni a danno dei cittadini, e a portare a delle probabili fastidiose segnalazioni di notizie di reato ( per come in alcuni casi è già avvenuto) pur avendo rispettato le prescrizioni. L’articolo 1 comma 1 della detta ordinanza così dispone: “Le uscite per gli acquisti essenziali, ad eccezione di quelle per i farmaci, vanno limitate ad una sola volta al giorno e ad un solo componente del nucleo familiare”.  Sicchè se l’uscita è motivata dall’acquisto di alimenti e/o farmaci nulla quaestio. La questione dove sta? L’articolo 3 ,della citata ordinanza presidenziale, al comma 2 dispone la chiusura domenicale di tutti gli esercizi commerciali ad eccezione delle farmacie di turno e delle edicole. Esemplifico: se una persona esce la domenica ( e non solo la domenica) per acquistare il solo fumetto di Topolino (non avendo bisogno di andare in farmacia) è passibile di denuncia non avendo comprato un bene essenziale ? La questione non è di poco momento, poiché al carabiniere, ligio al dovere, potrebbe non bastare  la giustificazione: “l’edicola è aperta e sono uscito per acquistare  Topolino ( bene non essenziale- ma fumetto che amo e che rinfranca la mente e lo spirito) o le caramelle”. Insomma,  l’ordinanza contiene un apparente contrasto :da un lato c’è il divieto di uscire se non per acquisti di cose essenziali,dall’altro, essendo le edicole aperte anche la domenica, si è autorizzati ad uscire e a comprare qualsiasi cosa che l’edicola vende ivi comprese le caramelle.

Quindi ?
E’ auspicabile un intervento chiarificatore del Presidente della Regione. Personalmente toglierei il termine “essenziale”. Basta dire” si esce solo una volta  al giorno e una persona a famiglia per gli acquisti”. Poi affidiamoci al buon senso di ognuno di noi e alla Divina Provvidenza, per chi ci crede.

Fonte ed intervista da Seguonews.it

 

 

 

 

 

 

 

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