Nella ricorrenza del Vespro, la rivoluzione dei siciliani riprende dal motto: “Mangia sano, mangia siciliano”

Scritto da on 30 Marzo 2020

 

Mai come in questo momento sono stato orgoglioso di essere figlio della mia Terra. In una vera e propria guerra mondiale come quella contro il “Coronavirus”, che investe tutto il mondo, il Popolo Siciliano ha fatto la propria parte. In un conflitto dove il nemico sembra venire da un altro pianeta, l’Umanità come d’incanto ha trovato unione e solidarietà, e con essa sono crollate le differenze tra ricchi e poveri, tra potenti e sfruttati, e gli interessi diversi e divergenti hanno trovato un unico e convergente interesse nella difesa della salute pubblica.

In questo contesto di cooperazione fra tutte le Nazioni del Mondo, tutte le frontiere, dal punto di vista umano, sono state abbattute ma, al contempo, per ragioni di tutela della salute pubblica e della stessa vita umana, sono state chiuse. Sono diventate frontiere chiuse gli Stati, le Regioni, i Comuni, perfino i piccoli borghi e tutti i luoghi definiti “zone rosse” perché ad alto rischio contagio. E’ in ballo la vita di tutti ma è bene dire che la Sicilia, anzi l’Arcipelago Siciliano, non è una Regione od una Nazione come tutte le altre in Europa e nel Mondo.

La Sicilia, oggi più che mai, è più di un’Isola, è più di un Arcipelago. E’ un vero e proprio Continente in mezzo al cuore del mondo che è il Mediterraneo, mare al centro di tre continenti diversi  Europa, Africa ed Asia. Siamo una frontiera e se umanamente rimaniamo aperti a tutti, dal punto di vista della salute pubblica è necessario chiudere, o meglio limitare, gli ingressi in Sicilia, controllando i posti di frontiera, i porti, gli aeroporti, gli scali ferroviari, pur consentendo ai Siciliani all’Estero ed in Italia, di rientrare in “sicurezza” dal punto di vista sanitario. Non vogliamo più assistere a palleggiamenti tra il Ministero dell’ Interno e la Presidenza della Regione: quest’ultima prenda in mano la situazione, e poco importa se l’articolo 31 dello Statuto Speciale Siciliano di Autonomia manca dei decreti attuativi.

L’emergenza in atto merita soluzioni eccezionali e la gestione dell’Ordine Pubblico in Sicilia deve essere priorità della Regione Siciliana. In vista di una polizia regionale, oggi, nella situazione di emergenza in atto, il Corpo Forestale Siciliano, che è l’una branca armata della Regione, può e deve affiancare l’Esercito, con funzioni di pari dignità, per garantire l’osservanza dei provvedimenti restrittivi che dovranno essere soltanto quelli regionali e non quelli del governo italiano. I Siciliani hanno dimostrato senso di responsabilità e non hanno bisogno di sanzioni esose per violazioni a volte esageratamente contestate.

I Siciliani hanno dimostrato in questo periodo drammatico il loro valore ed il loro grande cuore. Lo testimoniano i cittadini del Nord che hanno trovato cure ed assistenza nelle strutture sanitarie siciliane, i quali hanno elogiato medici, infermieri, operatori sanitari in genere (a buon merito definiti da noi indipendentisti i nuovi eroi della Nazione Siciliana n.d.r.), per la loro professionalità ed umanità, quest’ultimo vero valore aggiunto dei Siciliani.

Solo amore da parte del nostro Popolo a dispetto di chi, con la forza dei mass media, ci ha fino ad ora oltraggiati, seminando razzismo fra chi, conoscendo poi i Siciliani, ha pubblicamente riconosciuto i valori di cui sono stati sempre portatori. Ci auguriamo che da questo momento la solidarietà sia in entrata ma anche in uscita, a cominciare dall’aspetto economico , la seconda fase di questo conflitto. E’ questo il momento che la grande catena di distribuzione inverta il trend che vede solo il 10% dei prodotti siciliani sui banconi a fronte del 90% dei prodotti italiani ed esteri. Ma è bene anche che i Siciliani vengano messi nelle condizioni di scegliere, a parità di qualità e prezzo, i prodotti da consumare.

Per tale motivo la Regione Siciliana deve promuovere la nascita della politica dell’autoconsumo e cioè l’acquisto dei prodotti della terra della nostra Sicilia a prezzi concorrenziali a quelli dei centri commerciali, a cominciare da questo periodo in cui i produttori siciliani sono in ginocchio , remunerando con prezzi equi chi la terra la coltiva e garantendo altresì prezzi equi al consumatore finale, non prima di avere combattuto l’intermediazione della grande distribuzione che causa l’innalzamento dei prezzi. Bisogna far rinascere le vecchie botteghe ma bisogna anche creare nuovi mercati ortofrutticoli in tutta la Sicilia , riconvertendo le dismesse aree industriali a questo scopo e non ad altro.

Lo stesso discorso che vale per l’agricoltura, vale anche per l‘allevamento e la pesca perché sia chiaro a tutti che da questo momento vogliamo mangiare sano e vogliamo mangiare siciliano perché questo è il comune pensiero del Popolo Siciliano ma anche di tutti coloro che, visitando la Sicilia, ne apprezzano oltre alla storia, alla cultura, all’arte, all’accoglienza del nostro Popolo, gli straordinari capolavori della nostra tavola.

Sento, a pelle, che il Popolo Siciliano, in questa ricorrenza del 738° anniversario dei Vespri Siciliani, è animato dallo stesso spirito che ha dato vita alla più grande (per coinvolgimento e durata) rivoluzione del mondo motivata e causata dalla aspirazione di tutto un Popolo alla propria libertà ed indipendenza. Il Popolo Siciliano è maturo e pronto a riprendere il ruolo che la storia gli ha sempre riconosciuto e non dovrà aspettare secoli per vedere realizzata, democraticamente e pacificamente, la propria Autodeterminazione: quella della Nazione più antica nella storia dell’umanità.

Il Mediterraneo, l’Europa, il Mondo, ha bisogno della Sicilia e dei Siciliani per i valori di pace, giustizia e libertà di cui sono stati sempre portatori, per ricostruire un nuovo ordine mondiale che veda riconsegnata alla politica il ruolo dei Popoli e delle Nazioni.

 

 

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