Coronavirus, Fase 2 uguale in tutta Italia. Dalla Lombardia alla Sicilia la situazione a oggi

Scritto da on 22 Aprile 2020

Coronavirus, Fase 2 uguale in tutta Italia. Dalla Lombardia alla Sicilia la situazione a oggi

Il governo sta lavorando al piano per la Fase 2, che dovrebbe iniziare il prossimo 4 maggio. Il presidente Conte ha ribadito l’esigenza di attuare un piano nazionale, che tenga pur conto delle differenze dell’emergenza coronavirus nei vari territori. Ed effettivamente, finora, le Regioni hanno messo in campo una serie di ordinanze diverse tra loro. Vediamo di che si tratta.

Mentre il governo lavora alla Fase 2, che dovrebbe essere avviata dal prossimo 4 maggio in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, le Regioni in queste settimane hanno adottato misure diverse a seconda dello stato dell’emergenza coronavirus nel territorio e delle peculiarità dello stesso. La pandemia ha colpito il nostro Paese in maniera diversificata: mentre la Lombardia rimane la Regione con più casi di Covid-19, in alcuni territori del Mezzogiorno la diffusione del virus appare sotto controllo. Nella Fase 2, nonostante l’impronta nazionale, bisognerà tenere conto della mappa di diffusione dell’epidemia nella penisola.

Per farci un’idea delle differenze al momento in vigore è necessario analizzare la situazione attuale, che vede una serie di ordinanze diverse in ogni Regione. Infatti, se con il Dpcm dello scorso 11 aprile il governo ha voluto uniformare la risposta all’epidemia in tutto il Paese, i vertici regionali hanno comunque emesso norme per far fronte alla specificità del loro territorio. Vediamo quindi, Regione per Regione, le diverse misure messe in campo nel Paese per far fronte alla pandemia.

Lombardia
La Lombardia è la Regione più colpita dall’epidemia di coronavirus. Ed è anche quella che più di tutte si è scontrata con il governo nazionale in merito a ordinanze e decreti da adottare. Al momento, l’ultimo provvedimento emesso dal governatore Attilio Fontana risale allo scorso 11 aprile e resterà in vigore fino al prossimo 3 maggio insieme all’ultimo Dpcm firmato da Giuseppe Conte. Tuttavia l’ordinanza regionale in alcuni punti si discosta dalle direttive provenienti da Roma. Ad esempio per quanto riguarda la vendita di libri e articoli di cartoleria: se nell’ultimo Dpcm si consentiva la riapertura di librerie e cartolibrerie, in Lombardia questi prodotti potranno essere esclusivamente venduti nei supermercati. Inoltre nell’ordinanza regionale si specifica che la vendita di articoli di elettronica e informatica, così come quelli di ferramenta, non è consentita nei giorni festivi e prefestivi. In generale, per quanto riguarda gli esercizi commerciali al dettaglio che hanno potuto riaprire con il Dpcm del 10 aprile, in Lombardia questi dovranno mettere a disposizione dei clienti guanti monouso e gel disinfettanti. Inoltre, nell’ordinanza si raccomanda la rilevazione delle temperatura corporea sia dei clienti che del personale agli ingressi di supermercati e farmacie. Viene consentita la vendita a domicilio per tutte le merci, anche quelle non comprese dal Dpcm del governo.

L’ordinanza inoltre, si scosta dal Dpcm del governo per quanto riguarda alcune attività professionali (Codici Ateco 69, 70, 71, 72 e 74) che dovranno continuare a essere svolte in modalità di lavoro agile. Se la presenza fisica in ufficio si rende assolutamente necessaria, questa potrà avvenire solo dietro appuntamento. Altre attività (Codici Ateco 95.11.00, 95.12.01, 95.12.09, 95.22.01) restano sospese ad eccezioni di interventi urgenti. Inoltre anche le strutture alberghiere restano ferme, a meno che il loro utilizzo non sia direttamente connesso all’emergenza. Per i servizi bancari, finanziari e assicurativi si dovrà lavorare esclusivamente tramite appuntamento.In Lombardia, inoltre, quando si esce dalla propria abitazione è obbligatorio l’utilizzo della mascherina. Se si esce di casa per fare sport bisognerà rimanere entro i 200 metri, e sono assolutamente vietati gli assembramenti di più di due persone nei luoghi pubblici.

Piemonte
Il Piemonte è un caso particolare nel panorama epidemico italiano: qui infatti, non solo i contagi non accennano a diminuire come nel resto del Paese, ma sono addirittura aumentati negli ultimi giorni. Per questa ragione il governatore Alberto Cirio, lo scorso 13 aprile, ha firmato un’ordinanza in cui si mantiene la linea del rigore fino al prossimo 3 maggio. Nessuna graduale riapertura dopo Pasqua, quindi. Mentre in alcune Regioni sono state allentate alcune misure restrittive, e in generale il Dpcm del governo ha predisposto la riapertura di alcune attività produttive e commerciali, in Piemonte è stato confermato il divieto di spostamento dal Comune in cui ci si trova fino al prossimo 3 maggio. Non solo: è stata sospesa l’attività degli uffici pubblici a livello regionale, provinciale e comunale, così come il commercio al dettaglio per libri e vestiti per neonati, consentiti dall’ultimo decreto firmato dal presidente Conte.

Rimangono tuttavia consentite le consegne a domicilio per gli esercizi commerciali e anche i mercati settimanali, a patto che l’accesso dei clienti venga scaglionato in modo da evitare assembramenti. I servizi bancari, finanziari e assicurativi potranno essere effettuati solo su appuntamento. Infine, i cantieri rimangono fermi per il resto del mese di aprile: saranno permessi solo i lavori su strutture sanitarie o per la manutenzione stradale.

Veneto
In Veneto il contenimento del virus è funzionato più che in altre Regioni. Per questo lo scorso 13 aprile il governatore Luca Zaia ha approvato un’ordinanza con la quale si sono dettate le regole per un lockdown un po’ più soft. Sebbene all’uscita della propria abitazione sia comunque obbligatorio fino al prossimo 3 maggio indossare guanti e mascherina, è stato tolto il limite dei 200 metri entro i quali poter fare sport o portare fuori il proprio cane. Inoltre, sono stati autorizzati picnic e attività all’aperto per le giornate del 25 aprile e del 1 maggio, a patto che avvengano all’interno della proprietà privata e coinvolgano solo il nucleo familiare.

Trentino Alto-Adige
Nella Regione del Trentino Alto-Adige sono in vigore diverse ordinanze a seconda delle province autonome. Nella provincia autonoma di Bolzano ci si sta preparando a ripartire: anche le attività a cui non è stata consentita la riapertura dopo Pasqua potranno riprendere con un massimo di 5 lavoratori. Nella provincia autonomo di Trento, invece, un’ordinanza da il via libera al commercio al dettaglio di articoli di cartolibreria per ufficio (ma non di libri) e vestiti per bambini, come stabilito dal Dpcm del 10 aprile. Gli spostamenti dei cittadini per l’acquisto di questo tipo di beni è consentito solo all’interno del proprio Comune o a quello più vicino. Fino alla fine dell’emergenza, inoltre, è resto obbligatorio ‘utilizzo di mascherine e guanti monouso sia quando sia all’ingresso dei negozi che sui mezzi di trasporto pubblico.

Friuli Venezia-Giulia
Anche in Friuli Venezia-Giulia un’ordinanza regionale rende obbligatorio indossare la mascherina quando si esce di casa (anche nei mezzi pubblici), ricordando che nei luoghi pubblici vadano sempre mantenute le distanze di sicurezza con le altre persone. Entrando negli esercizi commerciali, inoltre, i cittadini dovranno indossare anche guanti monouso. Solo a una persona per nucleo familiare è consentito andare a fare la spesa o recarsi presso altre attività di commercio al dettaglio.

Liguria
Nella Regione Liguria un documento che chiarisce l’attuazione del Dpcm del 10 aprile nel territorio specifica che siano consentiti gli spostamenti per gli allestimenti degli stabilimenti stagionali nelle aree balneari. Vengono inoltre specificate alcune eccezioni per le opere minori e l’attività edilizia libera. Per quanto riguarda i cantieri relativi alla realizzazione delle opere pubbliche, si conferma la piena operatività. Inoltre si autorizza il taglio del bosco per legna da ardere nel Comune di residenza, l’attività agricola e di allevamento non imprenditoriale.

Valle d’Aosta
In Valle d’Aosta le ultime ordinanze emanate dalla Regione fanno riferimento all’ultimo Dpcm del 10 aprile. Oltre alle disposizioni governative, tuttavia, nel territorio si prevedono delle particolarità per quanto riguarda l’attività agricola, la silvicoltura e i cantieri. Nello specifico, si consentono le attività agricole e di allevamento per l’autoconsumo anche fuori dal Comune di residenza. Servirà però un’autocertificazione che attesti il possedimento del terreno. Sono vietati comunque gli assembramenti durante l’attività agricola: sul terreno possono recarsi solo due persone dello stesso nucleo familiare. Con gli agricoltori di appezzamenti vicini va mantenuta una distanza di sicurezza di almeno 4 metri. Bisogna utilizzare guanti e mascherine. Sono poi consentite le attività di silvicoltura, nell’utilizzo delle aree forestali, e nel settore delle costruzioni: nei cantieri non ci devono però essere più di dieci addetti.

Emilia-Romagna
In Emilia-Romagna è in vigore un sistema di ordinanze che tiene conto dello stato dell’emergenza nelle diverse province. Lo scorso 11 aprile il presidente di Regione Stefano Bonaccini ha infatti firmato un documento in cui vengono confermate le misure di precauzione valide su tutto il territorio nazionale fino al prossimo 3 maggio, ma per le province di Piacenza e Rimini, oltre che per il capoluogo di Medicina e la frazione di Ganzanigo non sono valide le disposizioni del Dpcm del 10 aprile che davano il via al commercio a dettaglio di carta, cartone, articoli di cartolibreria, libri, vestiti per bambini e per neonati.

Per il resto della Regione, si è decisa la riapertura dei supermercati nel fine settimana in modo da evitare un’eccessiva affluenza nei giorni feriali. Tutte le attività di vendita, ad eccezione di farmacie, edicole e distributori di carburante, resteranno comunque chiuse il 25 aprile e il 1° maggio.

Toscana
L’ultima ordinanza della Regione Toscana è del 19 aprile e stabilisce la priorità per l’esecuzione dei test sierologici rapidi a membri della Polizia, ai lavoratori nel settore alimentare e in quello della raccolta rifiuti, ai dipendenti pubblici a contatto con il pubblico, agli impiegati in servizi bancari, finanziari e assicurativi a contatto con il pubblico, ai lavoratori dei servizi a domicilio, a quelli del trasporto pubblico, e delle onoranze funebri. In altre parole, le persone che non si sono mai fermate e che in generale sono state più esposte al rischio di contagio.

In precedenti ordinanze il governatore Enrico Rossi aveva disposto l’obbligo di indossare la mascherina quando si esce di casa: un’imposizione scattata solo dopo la distribuzione gratuita di dispositivi di protezione a tutti i cittadini da parte della Regione. Inoltre, solo due persone alla volta per nucleo familiare si possono allontanare dall’abitazione, ed è consentito lo spostamento al di fuori del proprio Comune solo una volta al giorno.

Lazio
Nella Regione Lazio è stata emessa un’ordinanza con la quale si interviene in merito all’ultimo Dpcm del presidente Conte. In sostanza è stata posticipata la riapertura delle librerie al 20 aprile, in modo che gli esercenti avessero il tempo di organizzarsi con le misure di sicurezza da implementare negli spazi commerciali e reperire i guanti monouso da distribuire ai clienti. Inoltre, il documento regionale prevede anche la  proroga fino al 3 maggio della disciplina oraria dei negozi stabilita il 17 marzo scorso, ossia dalle 8.30 alle 19.00 nei giorni feriali e dalle 8.30 alle 15.00 la domenica, per tutte le attività autorizzate a rimanere aperte. Infine, anche nel Lazio è stata disposta la chiusura dei negozi alimentari per il 25 aprile e il 1° maggio.

Marche
Anche nella Regione Marche rimarranno chiusi i negozi di alimentari nei giorni del 25 aprile e 1° maggio. Inoltre, un’ordinanza consente di recarsi presso gli stabilimenti balneari per l’allestimento stagionale così come permette l’attività edilizia libera e le opere edilizie per cui è sufficiente la CILA. Sono inoltre autorizzate le prestazioni di servizi artigianali per la manutenzione delle imbarcazioni ed è confermata la piena operatività dei cantieri. Infine è concessa la manutenzione delle aree verdi sia pubbliche che private.

Abruzzo
In Abruzzo, con un’ordinanza, la Regione permette la coltivazione dei terreni per sostentamento familiare anche da parte di non professionisti. Per questa esigenza ci si può anche spostare tra i Comuni, pur rimanendo all’interno del territorio regionale. Tuttavia, è consentito lo spostamento solo di due persone per nucleo familiare e nell’arco della giornata. Bisognerà sempre indossare dispositivi di protezione individuale come guanti e mascherine.Rimangono in vigore i divieti di spostamento presso seconde case. Inoltre si autorizza la manutenzione delle aree verdi, ma i parchi e i giardini rimangono chiusi al pubblico. Rimangono chiusi nei giorni festivi, fino al prossimo 4 maggio, i negozi di alimentari. Per gli esercizi commerciali, ad esclusione di edicole e farmacie,

Umbria
Con una serie di ordinanze, nella Regione Umbria, oltre che le disposizioni attuate dal Dpcm del 10 aprile, è stata disposta la chiusura degli esercizi commerciali per le giornate del 25 e 26 aprile, così come per il 1° maggio. Inoltre, è stata disposta la quarantena per il Comune di Giove in provincia di Terni, da cui non è concesso né entrare né uscire: sono inoltre sospese tutte le attività produttive, ad esclusione di quelle alimentari, quelle degli uffici pubblici, e nei cantieri. Infine, nel Comune sono fermi anche i mezzi pubblici.

Molise
Anche nella Regione Molise è ammesso l’accesso agli stabilimenti balneari agli addetti ai lavori per l’allestimento regionale: si precisa però che nell’effettuare la manutenzione dell’area è obbligatorio l’uso dei dispositivi di protezione e il rispetto delle misure di sicurezza. Inoltre, i lavori potranno essere svolti esclusivamente dalle ore 6 alle ore 20. Inoltre, è concesso lo spostamento tra Comuni per le attività agricole e di allevamento volte all’autoconsumo: tuttavia, solo due persone per nucleo familiare potranno accedere al terreno, di cui bisogna sempre avere con sé un documento che ne certifichi la proprietà in caso di controlli delle forze dell’ordine. Infine, sono state prorogare fino al prossimo 3 maggio le disposizione in materia di revisione temporanea della programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale extraurbano per effetto della situazione emergenziale Covid-19.

Campania
Per la Regione Campania oltre alle disposizioni vigenti fino al prossimo 3 maggio stabilite dal Dpcm dello scorso 10 aprile, con un’ordinanza del 19 aprile, il presidente Vincenzo De Luca ha deciso di imporre la quarantena per il Comune di Saviano, dopo che centinaia di persone hanno partecipato al funerale del sindaco positivo al coronavirus. In un chiarimento rispetto alle ordinanze regionali in vigore, inoltre, si specifica che in Campania sono consentiti gli spostamenti finalizzati alla coltivazione e alle attività di cura degli orti e degli animali da cortile. Questi spostamenti dovranno sempre essere effettuati individualmente e per il tempo strettamente necessario all’attività da portare a termine. Inoltre, da lunedì 27 saranno consentite sul territorio regionale le consegne a domicilio.

Puglia
Anche nella Regione Puglia un’ordinanza specifica ha sancito la chiusura dei negozi alimentari per i prossimi 25 aprile, 26 aprile, e 1° maggio. Inoltre, fino al prossimo 3 maggio i titolari e dipendenti di stabilimenti balneari e concessioni demaniali marittime, previa comunicazione al Prefetto, potranno accedere alle spiagge per lavori di manutenzione, sistemazione, pulizia e allestimento.

Calabria
Anche nella Regione Calabria un’ordinanza permette gli spostamenti tra Comini per lo svolgimento di attività agricola o per la conduzione di piccoli allevamenti animali da parte di agricoltori amatoriali: questi spostamenti, che non possono essere effettuati più di una volta al giorno e devono essere effettuati esclusivamente da un singolo membro per nucleo familiare, dovranno sempre tener conto delle misure di precauzione imposte a livello nazionale. Inoltre anche in Calabria è permesso l’accesso agli stabilimenti balneari per lavori di manutenzione.

Basilicata
L’ultima ordinanza pubblicata dalla Regione Basilicata è quella del 17 aprile, in cui vengono ribadite le norme di sicurezza da rispettare negli esercizi commerciali al dettaglio. In generale, nel territorio regionale ci si attiene a quanto stabilito nel Dpcm del 10 aprile: si specifica però che gli spostamenti a Comuni limitrofi sono consentiti per attività di allevamento.

Sicilia
Nel documento pubblicato dalla Regione Sicilia lo scorso 18 aprile, si stabilisce che le limitazione di ingresso e uscita dal territorio regionale restano invariate. Per quanto riguarda i trasporti pubblici all’interno della Regione, l’accesso ai passeggeri è consentito per il 40% dei posti omologati, in modo da consentire il rispetto delle distanze di sicurezza. Anche in Sicilia sono consentiti gli spostamenti per quanto riguarda l’attività agricola e di allevamento non imprenditoriale, ma solo nei giorni feriali. Per quanto riguarda le attività commerciali, tutti gli esercizi autorizzati dovranno chiudere nei giorni del 25 aprile e 1° maggio: rimane tuttavia consentito il servizio di consegna a domicilio. Sono permesse anche le attività di manutenzione degli stabilimenti balneari.

Per gli spostamenti sullo stretto di Messina, i pendolari autorizzati ad attraversarlo devono compilare un apposito modulo e trasmetterlo al Dipartimento della Protezione Civile e alla Regione, che una volta restituito dovrà essere esposto all’imbarco. Per coloro che invece rientrano nella Regione, è stato disposto un sistema di registrazione e dichiarazione online della propria presenza nell’isola, che andrà comunicata anche al proprio medico di base: dopo aver attestato il proprio ritorno bisognerà rimanere in isolamento nel proprio domicilio e al termine della quarantena sottoporsi a tampone. Rimangono infine in vigore le zone rosse nei Comuni di Agira, Salemi, Troina e Villafrati.

Sardegna
In Sardegna, l’ultima ordinanza regionale specifica che si possa svolgere attività motoria nelle spiagge, purché queste siano in prossimità della propria abitazione: valgono sempre il rispetto delle distanze di sicurezza e l’obbligo di indossare la mascherina. Anche nell’isola è disposta la chiusura delle attività commerciali consentite per i giorni del 25 aprile e 1° maggio. In Sardegna, inoltre, non è concessa la riapertura delle attività di commercio di carta, cartone, articoli di cartolibreria e di vestiti per bambini e neonati almeno fino al prossimo 26 aprile.

Fonte: FanPage.it

 


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