L’Europa verso la riapertura delle scuole. Gli insegnanti protestano: “Non siamo cavie”

Scritto da on 23 Aprile 2020

L’Europa verso la riapertura delle scuole. Gli insegnanti protestano: “Non siamo cavie”

Se in Italia il nodo non è stato ancora sciolto, in altri paesi la data in cui i cancelli delle scuole riapriranno è già segnata sul calendario

La fase 2 è sempre più vicina e per molti paesi coinciderà con la riapertura delle scuole. Se in Italia il nodo non è stato ancora sciolto e la possibilità di prolungare l’insegnamento casalingo spaventa i genitori, in altri paesi la data in cui i cancelli delle scuole riapriranno è già segnata sul calendario. La notizia, però, non è stata accolta con entusiasmo da tutti professori e studenti, spaventati dai rischi di tornare ad affollare aule, mentre il virus continua a mietere contagi e vittime.

“Non siamo cavie”, ribadiscono in Inghilterra gli insegnanti, che, attraverso le associazioni di categoria, chiedono di scongiurare l’ipotesi di una riapertura troppo prossima. Nel paese guidato da Boris Johnson in realtà non è stata ancora fissata una strategia per far tornare gli studenti sui banchi. I dirigenti scolastici  hanno chiesto di porre fine a dichiarazioni contrastanti sulla riapertura, che mandano in confusione docenti e genitori. Il segretario di Stato per l’istruzione Gavin Williamson ha assicurato che al momento non è previsto nessun ritorno in classe, così come un piano concreto per attuarlo in futuro.

Se in Inghilterra si brancola nel buio, in Francia, Svizzera e Olanda la decisione è stata presa: dall′11 maggio zaini in spalla, le scuole riaprono. Sono ancora in discussioni i meccanismi che permetteranno di tenere in sicurezza insegnanti e alunni: presumibilmente l’orario delle lezioni diminuirà, le classi saranno sfoltite e tra i ragazzi in aula verrà garantito il distanziamento. La strategia, anche qui, non convince: quando il ministro dell’Educazione nazionale Jean-Michel Blanquer ha annunciato la notizia, i sindacati sono entrati in agitazione, preoccupati per i possibili rischi su bambini, insegnanti e genitori.

C’è chi però non ha mai chiuso (come la Svezia), e chi ha già aperto. Dopo la chiusura totale, dal 15 aprile gli studenti della Danimarca hanno varcato nuovamente i cancelli degli istituti scolastici. I primi a rientrare (sarà così anche per la Francia) sono stati i bimbi di scuole elementari e asili nido. Seguiranno quelli delle altre classi. Per la riapertura, in Danimarca è stato garantito il distanziamento di due metri per banco ed è stata vietata la possibilità ai genitori di entrare e agli insegnanti di radunarsi. Gli stessi bambini, nel corso della ricreazione, possono stare solo in piccoli gruppi. Anche la Norvegia inizia a compiere passi verso la riapertura: dal 20 aprile hanno aperto gli asili nido. Seguiranno l’esempio, nel corso dello stesso mese, anche le scuole materne, elementari e medie. Le misure di sicurezza sono pressoché identiche a quelle danesi.

In controtendenza con gli altri paesi, a Berlino la precedenza verrà data agli studenti delle scuole superiori, prossimi all’esame di maturità. In alcune zone le lezioni riprenderanno dal 27 aprile. In generale, le scuole riapriranno dal 4 maggio, quando in Italia si concluderà il lockdown.

Fonte: HuffPost


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