SERRADIFALCO. IL RICORDO DI PADRE FILIPPO CON UN ARTICOLO DI SEI ANNI FA. SU UNA SUA INIZIATIVA PER I MIGRANTI

Scritto da on 1 Maggio 2020

SERRADIFALCO. IL RICORDO DI PADRE FILIPPO CON UN ARTICOLO DI SEI ANNI FA. SU UNA SUA INIZIATIVA PER I MIGRANTI

 

 

 

SERRADIFALCO. Siamo convinti che il modo migliore per interpretare il pensiero di un grande uomo è leggere il testo originale di quanto da lui scritto e ripercorrere integralmenet quanto da lui fatto. Ciò vale anche, se non soprattutto, per padre Filippo Bonasera, il vicerettore della chiesa del Purgatorio di Serradifalco morto questa mattina. Ed è per questo che vogliamo proporvi stralci di un articolo del giugno 2014, in cui l’autore, Totò Benfante, raccontava della raccolta di beni di prima necessità a favore dei migranti che a migliaia, in quei giorni, approdavano sulle coste della Sicilia promossa dal sacerdote degli ultimi.

“Serve di tutto”, aveva affermato padre Filippo. Che, da uomo pragmatico qual’era, aveva suggerito di donare “solo materiale non deperibile”. Approntato un elenco approssimativo: “Pantaloni, magliette, lenzuola. Insomma, tutto quanto è utile per affrontare la prima accoglienza”. Invitato a “scrivere su un foglio, da attaccare alla busta o al pacco che sarà donato, il contenuto”. E spiegato che questo piccolo accorgimento avrebbe consentito “di fare più in fretta, non occupando il nostro tempo a svuotare sacchetti e pacchi per verificare cosa c’è dentro”.

Padre Filippo aveva anche anticipato che aveva in programma di caricare, tutto quanto sarebbe stato donato, su un furgone, una delle notti successive. E di partire alla volta di Augusta già alle prime luci del giorno successivo. Per consegnare il tutto quanto ai centri di raccolta all’epoca istituiti nella città del siracusano. Padre Filippo aveva anche precisato che “nel frattempo, i volontari del “Centro di fraternità”, tutti i pomeriggi”, avrebbero aperto le porte della chiesa del Purgatorio “per raccogliere quanto gli uomini e le donne di buona volontà vorranno donare a favore dei migranti”.

Padre Filippo aveva anche chiarito di considerare i migranti “persone che la provvidenza manda fra noi e che abbiamo il dovere di accogliere. Così come altri popoli facevano con gli italiani quando eravamo noi a migrare”. Poi si era detto certo che il suo invito sarebbe stato raccolto. Del resto tutto lo faceva ben sperare. Padre Filippo aveva informato, infatti, che nella parrocchia iniziavano già “a giungere i primi pacchi e sacchetti di prodotti necessari per l’accoglienza immediata dei migranti”.

Padre Filippo, infine, ai lettori di quell’articolo, aveva raccomandato “E’ bene ricordare che molti di loro, prima di giungere in Sicilia, attraversano il deserto. Dove alcuni trovano la morte. Al pari degli altri più sfortunati che perdono la vita nelle traversate”. Padre Filippo, che prima di prendere i voti era stato egli stesso un emigrato, quando parlò di quella sua pensata, non era affatto nuovo a iniziative a favore dei migranti.


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