“L’esame di terza media si fa. Anche se in videoconferenza”

Scritto da on 7 Maggio 2020

“L’esame di terza media si fa. Anche se in videoconferenza”

Il Ministero ha deciso: niente prove scritte né colloquio. La perplessità dei docenti. E alcuni dirigenti si organizzano: è il primo vero test che i ragazzi affrontano, non va svilito

TORINO. L’ordinanza non è ancora stata pubblicata, ma il ministero ha annunciato che l’esame di terza media si risolverà con una tesina, senza colloquio. Della maturità, invece, da qualche giorno è certo che si svolgerà in presenza, ma con regole di sicurezza anti-contagio ancora da stabilire, incertezza che sta sollevando perplessità dalle organizzazioni di categoria di docenti e Ata.

La conclusione del ciclo della scuola media, dunque, sarà un lavoro preparato con l’aiuto degli insegnanti. Niente prove né colloquio. Nelle scuole, però, si cercano modalità per «sottolineare» comunque l’importante momento di passaggio. E’ il caso dell’Istituto comprensivo Tommaseo, dove sollecitazioni in questo senso sono venute sia dai consigli di classe sia dagli stessi studenti.

«Abbiamo previsto – racconta la dirigente Lorenza Patriarca – un dialogo tra il ragazzo e il consiglio di classe su Meet: una ventina di minuti con la commissione collegata da casa, come facciamo per i consigli di classe e il collegio docenti: prima dello scrutinio sarà un bilancio di questo tempo a distanza per dare dignità a un momento che è importante. I ragazzi chiedono di incontrarci, di continuare ad essere scuola come sempre. Quello di terza media è un esame di Stato, soprattutto è il primo che i ragazzi affrontano. Liquidarlo con tanta superficialità è una tristezza: nella normalità si dovevano misurare con più persone in un confronto interdisciplinare. La sola tesina ha un carattere del tutto diverso».

Un’esigenza, quella della normalità, che i ragazzi hanno espresso in tanti modi. «Come scuola avevamo stabilito un calendario più leggero. Quando ci sono le lezioni a scuola i ragazzi si parlano, scherzano, si fanno battute, si raccontano. Per questo alcune classi hanno sentito l’esigenza di tempo extra per ricreare un po’ l’atmosfera di sempre».

Dell’esame di terza media racconta le perplessità dei colleghi Antonio Balestra, coordinatore dei dirigenti Flc-Cgil e preside del Liceo artistico Cottini. «Sull’esame di terza media – osserva – i colleghi sono in alto mare. La ministra fa solo dichiarazioni, mentre noi avremmo tutti bisogno di punti di riferimento, di certezze. Pensiamo anche ai libri di testo: c’è un decreto che dice che vanno confermati quelli precedenti, ma ad oggi non c’è l’ordinanza». Quanto alla maturità, Balestra sottolinea che «molti colleghi sono contrari al colloquio in presenza, una modalità che certo valorizza i ragazzi ma che ha bisogno di chiarimenti: al momento, per esempio, non sappiamo se saremo noi a dover individuare le regole di accesso alle aule. Io ho cinque sezioni e cinque ingressi, ma molte scuole non sono messe così. Tra l’altro, durante l’esame di Stato, responsabili diventano i colleghi presidenti di commissione. Dovremo lasciare tutto pronto. E non è semplice avere a scuola tutto il personale. E poi gli approvvigionamenti di mascherine e igienizzanti. I tempi sono di un mese-un mese e mezzo: io penso già a settembre».

Fonte: LaStampa

 


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