[Mar 11] Commento: L’ignominia della croce.

Scritto da on 11 Agosto 2020

La liturgia ci presenta oggi santa Chiara, tanto amata dal nostro popolo assieme a san Francesco. Ma noi rimaniamo con le letture del giorno. La settimana scorsa, se vi ricordate, abbiamo trovato nel medesimo vangelo questa espressione: "Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini" (Mt 14, 21). Questo era senz'altro un segno della scarsa considerazione in cui venivano messe non solo le donne, ma anche i bambini nell'antichità, e forse nemmeno tanto lontana. Erano categorie senza diritti e senza dignità, tanto da non doverli contare nemmeno quando si mangia. Nel brano di oggi, c'è quasi un'inversione di tendenza, almeno così sembrerebbe: Gesù mette al centro del Regno dei cieli proprio un bambino. Ma, non è un cambio di rotta, siamo sulla medesima scia! Infatti, non si vuole esaltare i bambini per la loro ingenuità o perché sono ammantati da un'aura di purezza. Il motivo del porre in evidenza tale figura potrebbe essere un altro: chi vuole entrare nel Regno dei cieli deve affrontare il disprezzo e mettersi all'ultimo posto. Ritorna, quindi, prepotentemente la logica della croce, che si staglia sì come simbolo di ignominia, ma altresì come rotta obbligata per arrivare alla piena realizzazione dell'essere cristiano maturo e consapevole della scelta di fede fatta. E allora, come ci suggerisce il versetto dell'Alleluia: Prendiamo il Suo giogo sopra di noi, e impariamo cosa significa essere miti e umili di cuore.

– RADIO RCS SICILIA –

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