[Dom 18] Commento: Una gerarchia inviolabile.

Scritto da on 18 Ottobre 2020

Quanto si è scritto e discusso circa i rapporti tra Stato e Chiesa, tra potere politico e valori religiosi! Le polemiche e le incomprensioni non si sono esaurite, nonostante i numerosi trattati, i Concili e i vari concordati. Un primo punto assolutamente inviolabile è il primato dell'uomo al di sopra di ogni altro valore temporale. È quanto afferma la Chiesa nella sua dottrina sociale. È stato il messaggio su cui ha imperniato i suoi messaggi il Santo Papa Giovanni Paolo II. Quando il Signore Gesù, rispondendo alle solite insidie dei farisei, afferma solennemente: "Rendete a Cèsare quello che è di Cèsare e a Dio quello che è di Dio", vuole dire essenzialmente e innanzitutto che l'uomo è di Dio, gli appartiene perché è sua creatura. Quel "rendere" a Dio, allora significa tutto ciò che noi esprimiamo con il culto e con la fede, è l'affermazione concreta e storica di una indiscutibile appartenenza e di un assoluto primato. Un primato che non misconosce i diritti e le leggi dello Stato civile, anzi li accetta, li stima ed esorta i fedeli a rispettarli, purché non inficino altri valori essenziali della morale cristiana. Sulla stessa scia s'innesta un motivo di fede e ragione insieme: si conviene ampiamente che i valori dello spirito sovrastino quello del corpo, anche se tutto l'uomo deve poter godere di quel dono prezioso ed inviolabile che è la libertà. Quindi i valori dell'uomo quelli temporali e materiali, quelli spirituali ed eterni non sono mai completamente scindibili tra loro, si completano invece e si ìntegrano vicendevolmente. Di conseguenza è sempre auspicabile che tra Chiesa e Stato, tra religione e politica, si instauri sempre la migliore forma di collaborazione. È una meta questa che richiede un dialogo intelligente, onesto e costruttivo. E tutti siamo chiamati a farne parte.

– RADIO RCS SICILIA –

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