Palermo. Il deputato regionale del Pd Arancio chiede siano individuati altri siti più “sicuri e idonei” dove smaltire l’amianto. Quelli di Bosco-Palo, Milena e Pasquasia “presentano particolari criticità e rischi”.

Scritto da on 29 Ottobre 2020

Palermo. Il deputato regionale del Pd Arancio chiede siano individuati altri siti più “sicuri e idonei” dove smaltire l’amianto.  Quelli di Bosco-Palo, Milena e Pasquasia “presentano particolari criticità e rischi”.

 

Palermo. Interrogazione con richiesta urgente di risposta scritta del deputato regionale Peppe Arancio sul “piano amianto”. Di cui l’esponente del Pd chiede la revisione, “relativamente ai siti individuati nella provincia di Caltanissetta ed Enna”. Ossia le miniere Bosco-Palo, Milena e Pasquasia. L’interrogazione, indirizzata al Presidente della Regione, segue le diverse prese di posizioni contrarie al piano; tra cui quella del segretario del Pd di Serradifalco Daniele Territo, dei circoli del “Vallone” e del sindaco di Montedoro e vice segretario regionale del Pd Renzo Bufalino. Di seguito il testo integrale:

“Premesso che:
Il Dipartimento della Protezione civile ha redatto, pubblicato e revisionato ad aprile 2020 il Piano in oggetto nel quale sono individuati i siti di Bosco-Palo, Milena, Pasquasia e Biancavilla;
relativamente ai primi tre impianti sono state evidenziate particolari criticità e rischi connessi specificamente alla loro vicinanza, in quanto ricadono in un areale di poco più di 30 Km, e all’elevata incidenza delle patologie tumorali il cui dato si è storicizzato e rilevabile dalle indagini epidemiologiche;
un ulteriore dato che costituisce allarme è rappresentato dall’ipotesi di conferire a Bosco-Palo per lo stoccaggio dell’amianto in palese contraddizione con le operazioni di bonifica che dovevano essere attuate sullo stesso sito.
Ricordato che:
nei siti della Sicilia centrale, secondo i dati riportati dal Registro dei tumori, nello spazio temporale intercorso tra il 2007 e il 2012 è emersa una elevata percentuale di tumori ai polmoni da mesotelioma il cui fattore di rischio com’è noto è rappresentato proprio dall’esposizione all’amianto.
Rilevato che:
alcune associazioni e comitati spontanei sorti sui territori hanno manifestato, anche attraverso gli organi di stampa, la loro ferma contrarietà all’individuazione dei siti sopraindicati chiedendo che si possano determinare modifiche atte a localizzare altre zone in cui procedere allo smaltimento.
Per sapere:
quali ragioni hanno indotto ad individuare per lo stoccaggio dell’amianto quei siti nei quali la popolazione abitante è da anni investita da importanti patologie che hanno causato l’incremento dei tassi di mortalità e danneggiato irrimediabilmente la loro qualità della vita;
se sono state ascoltate le fondate preoccupazioni e le ragioni delle comunità locali suffragate dalle evidenze scientifiche disponibili e, se ciò si è verificato, quali ragioni hanno spinto a mantenere idonei per lo smaltimento dell’amianto i siti di Caltanissetta ed Enna;
come può essere coniugata,  nel caso del sito di Bosco-Palo, la scelta di conferire per lo smaltimento con quella dell’attivazione delle operazioni di bonifica e se ciò non costituisca una palese contraddizione;
se non intenda adottare tutte le misure possibili per individuare altri siti sicuri e idonei allo svolgimento delle operazioni di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’amianto a tutela e garanzia delle popolazioni in cui questi siti insistono”.


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