Dichiara morta la sorella per l’eredità ma lei è una senzatetto

Scritto da on 5 Maggio 2021

Potrebbe sembrare la sceneggiatura di un film e invece è una storia vera quella raccontata dalle colonne del quotidiano lombardo “Il Giorno”: protagonista è una donna la cui sorella l’aveva fatta dichiarare morta per l’eredità e che invece era diventata clochard. Il buon cuore dei passanti l’hanno fatta tornare “viva” agli occhi della burocrazia e ora potrebbe anche ottenere una parte del patrimonio che nel frattempo era andata alla sorella.

Nella centralissima piazza Cinque Giornate a Milano la conoscevano in tanti di vista. A una prima occhiata non dava l’impressione di essere una senzatetto, eppure questa signora andava sempre in giro con una enorme valigia. Nessuno immaginava che in quel bagaglio ci fosse tutta la sua vita. Lei, che per privacy chiameremo Gianna, non è originaria di Milano, la sua famiglia ha vissuto per anni a Roma e da lì si è poi spostata. Nella Capitale era rimasta sua sorella. I rapporti tra le due donne però si sono diradati nel corso degli anni fino ad annullarsi. Nessuno ha potuto immaginare che Gianna nel frattempo era diventata una vagabonda.

 

L’eredità dei genitori – Il tempo passa e anche i genitori delle sorelle passano a miglior vita lasciando una eredità, non un tesoro enorme ma comunque un patrimonio fatto di qualche immobile e un po’ di liquidità. Eredità che però viene per metà bloccata, data l’irreperibilità di Gianna. La sorella, passati dieci anni, chiede ed ottiene dal tribunale la pronuncia di “morte presunta”. Gianna quindi per lo Stato è morta.

 

I passanti la fanno “tornare in vita” – Lei invece è a Milano, che vaga per le vie del centro. E qui entrano in gioco i cittadini che la vedono in giro, con la sua valigia. E attaccato al bagaglio il suo nome e cognome. Un dettaglio importante perché qualcuno ipotizza che possa trattarsi di una persona che magari ha perso la memoria, che magari qualcuno sta cercando. Parte la segnalazione alle forze dell’ordine. Ed è bastato poco tempo per incrociare quei dati con i documenti del tribunale. La procura di Milano, fatti i dovuti accertamenti, apre un fascicolo ed inizia così l’iter per “riportare in vita” Gianna. E chissà, magari se non è troppo tardi potrebbe anche riottenere una parte di quella eredità finita alla sorella.


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