Lunedi’ l’assessore Samonà a Caltanissetta per la consegna della restaurata Cripta della Chiesa di San Domenico

Scritto da on 21 Maggio 2021

Caltanissetta –  Lunedì 24 maggio alle 10 l’Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, sarà a Caltanissetta. L’esponente della giunta Musumeci nel capoluogo nisseno riconsegnerà alla Curia la Cripta della Chiesa di San Domenico dopo i lavori di restauro. Alla cerimonia saranno presentilla soprintendente di Caltanissetta Daniela Vullo, il  vescovo S.E. Mons. Mario Russotto e il sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino. La Cripta di San Domenico è stato oggetto di un intervento di restauro di  360.000,00 con un progetto integralmente curato dalla Soprintendente del BB.CC. di Caltanissetta che ha diretto anche i lavori, in collaborazione con i funzionari Michele Miccichè e Filippo Ciancimino, RUP. Il restauro è stato eseguito dalla ditta C.M.C. di Mussomeli. La cripta, detta anche “sepoltura grande” per distinguerla dalle sepolture gentilizie che si trovavano superiormente, all’interno della chiesa, è stata realizzata nel 1758 ed occupa quasi interamente lo spazio sottostante la navata centrale della chiesa domenicana. Il grande spazio sotterraneo è suddiviso in vari ambienti, separati da un ampio corridoio centrale, destinati alla sepoltura dei defunti. All’interno dei vani sono presenti tre tipologie di “colatoi” in uso al tempo: quelli costituiti da sedili in muratura aventi un foro al centro ove si raccoglievano i resti organici, altri con sostegni laterali in muratura e ripiano superiore realizzato con “catusi” in terracotta, dove il defunto veniva collocato in posizione supina ed infine piccole nicchie dove il cadavere veniva posto in piedi fino alla completa decomposizione organica. Grazie agli interventi di restauro sono state rimosse anche le cause che provocavano infiltrazioni d’acqua dal sottosuolo e sono stati restaurati i colatoi. Inoltre è stata rimessa in luce l’antica scala che dalla chiesa portava alla cripta dove è stata collocata di una spessa lastra di vetro attraverso la quale è possibile vedere, dal piano superiore, la cripta sottostante con parte della pavimentazione originaria in cotto. Una lapide commemorativa in marmo, scomposta in più parti, è stata ricollocata dopo il restauro per ricordare simbolicamente quanti, nel tempo, hanno trovato sepoltura nella cripta.


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