Operaio arrestato dalla Polizia Postale di Caltanissetta: deteneva materiale pedopornografico

Scritto da on 4 Marzo 2025

All’esito della perquisizione informatica, i poliziotti gli hanno trovato circa 600 file. Ora è sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma. Il provvedimento è stato emesso dal Gip

I poliziotti del S.O.S.C. Polizia Postale di Caltanissetta hanno tratto in arresto un operaio di 39 anni residente nel capoluogo nisseno poiché, all’esito di una perquisizione informatica, è risultato detenere circa 600 file di natura pedopornografica, con raffigurati minori anche in età prescolare. L’uomo, successivamente all’udienza di convalida, è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma, con provvedimento del Gip presso il Tribunale di Catania.

Le indagini, condotte dagli investigatori della Polizia di Stato del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Catania, con la collaborazione del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale e coordinate dalla Procura Distrettuale di Catania, hanno riguardato un’operazione nazionale contro lo sfruttamento sessuale dei minori online.

Si tratta di una tra le più vaste azioni compiute in Italia. Oltre 500 agenti della Polizia Postale venerdì scorso – sottolinea il comunicato stampa – hanno eseguito 100 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati, traendo in arresto 34 persone, per detenzione di ingente materiale pedopornografico a seguito del sequestro di numerosi dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di file illegali.

La lunga e complessa indagine ha consentito agli specialisti della Polizia Postale di individuare diversi gruppi dediti allo scambio di materiale pornografico minorile, con bambini abusati in età infantile ed episodi di zooerastia con vittime minori.

Il materiale rinvenuto e sequestrato a tutti gli indagati nel corso delle perquisizioni è al vaglio dei magistrati inquirenti e della Polizia Postale per ulteriori approfondimenti investigativi utili per confermare il quadro indiziario e giungere all’identificazione delle piccole vittime.

MICHELE BRUCCHERI

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