Caltanissetta, lo sconcerto del volontario animalista sul “Contributo di Solidarietà”
Scritto da Michele Bruccheri on 12 Novembre 2025
“Per chiunque debba iscrivere un cane all’anagrafe canina, effettuare un passaggio di proprietà o persino per i veterinari che registrano microchip”: il disappunto di Turturici verso la Regione Siciliana
“Apprendo con sconcerto che, a partire dal 22 ottobre 2025, la Regione Siciliana ha reso obbligatorio un pagamento – chiamato ‘Contributo di Solidarietà’ – per chiunque debba iscrivere un cane all’anagrafe canina, effettuare un passaggio di proprietà o persino per i veterinari che registrano microchip”.
A scrivere è Armando Turturici, volontario animalista di Caltanissetta, nonché consigliere comunale nel capoluogo nisseno.
“Una misura che, dietro un nome apparentemente nobile, nasconde una vera e propria tassa sugli animali – argomenta –. Si parla di 20 euro per l’iscrizione di un cane singolo; 80 euro per una cucciolata superiore a tre soggetti; 10 euro per ogni variazione di proprietà; 10 euro a carico dei veterinari per ogni registrazione”.
“In una terra come la Sicilia, dove il randagismo è un’emergenza cronica, dove migliaia di volontari lottano ogni giorno per salvare, curare e far adottare cani abbandonati, con infiniti sacrifici di ogni tipo, la Regione sceglie di introdurre un ostacolo economico in più per chi agisce con responsabilità”, prosegue il volontario nisseno.
“Questa misura incentiverà a salvare un cane dalla strada, sapendo che dovrà pagare per poterlo microchippare e registrare, oltre a tutte le innumerevoli spese che normalmente un cagnolino salvato dalle strade comporta? Quante persone rinunceranno all’iscrizione per motivi economici, alimentando così il fenomeno dell’abbandono e dei cani ‘fantasma’?”, chiede.

Armando Turturici
“Questa non è solidarietà. È una tassa che penalizza e dissuade chi vuole fare la cosa giusta. Vi immaginate i costi aggiuntivi per tutti quei volontari che salvano centinaia di cani dalle strade ogni anno? Parliamo di cifre davvero importanti, che vanno ad aggiungersi a tutte quelle che dovevano già affrontare, da soli”, continua.
“Nessun’altra regione italiana – né Piemonte, né Lombardia, né Lazio, né Toscana – impone un contributo simile. Infatti, le iscrizioni all’anagrafe canina sono gratuite o coperte dal servizio sanitario veterinario pubblico. Solo in Sicilia si è deciso di trasformare un dovere civico in un onere economico, colpendo proprio chi si prende cura degli animali”, si legge nella nota stampa inviata alla nostra redazione.
Armando Turturici conclude: “La Regione Siciliana deve necessariamente tornare sui suoi passi ed evitare di fare cassa con i più fragili. Anzi, dovrebbe fare di tutto per debellare il randagismo che, oltre a causare tantissime vittime innocenti, comporta spese incredibili per i Comuni”.
MICHELE BRUCCHERI
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