elezioni amministrative 26 maggio 2019

La mozione di Pd e 5 Stelle viene bocciata: 8 sì, 12 no e un solo astenuto, questo il verdetto dell’Aula. Il governatore salvato dalla sua maggioranza che si prepara a cambiare la Giunta, ma i malpancisti Andrea di Lucente e Salvatore Micone lanciano l’ennesimo avvertimento: “Votiamo no alla sfiducia ma non condividiamo l’operato del presidente, sono state prese scelte scellerate. Se non ci sono le condizioni per andare avanti, stacchiamo la spina”. Da domani iniziano le manovre per distribuire le deleghe ai consiglieri regionali e rivedere la Giunta regionale.

Il senatore del M5S, Fabrizio Ortis: “Il contributo servirà a finanziare interventi come l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici”. In Molise saranno 68 i Comuni che potranno approfittare dell’opportunità, 37 della provincia di Campobasso e 31 della provincia di Isernia.

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E’ iniziato intorno alle 10 di questa mattina – 7 luglio – il dibattito in Aula sulla mozione di sfiducia il cui esito sembra già scritto, con la probabile epurazione di Marone, presente in aula. Alla fine, alla luce degli impegni presi da Toma nel conclave di ieri sera, anche gli esponenti più critici della maggioranza riconoscono: “Abbiamo l’urgenza di risolvere problemi, non di tornare alle elezioni”. M5S e Pd invece rilanciano: “Mancano visione e programmazione, il Molise sarà incapace di uscire dalla crisi economica”

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Donato Toma ha deciso di accontentare le richieste dei dissidenti e di rivedere l’assetto del suo esecutivo entro questa settimana. Prima vuole essere sicuro di andare avanti col governo, e aspetta che gli esponenti della sua coalizione votino no alla mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle e dal Pd, in discussione in Aula domani 7 luglio. Quindi dovrebbe revocare Marone e scegliere un assessore “compatibile” con le richieste della maggioranza.  L’importante novità è emersa al termine della riunione che si è svolta questo pomeriggio.

Firmato questa mattina – 6 luglio – il protocollo d’intesa tra la Regione Molise e i Comuni di Campomarino, Montenero di Bisaccia, Petacciato e Termoli. Ma l’accordo ha già suscitato le prime polemiche: le amministrazioni, che finora si sono organizzate in ordine sparso, dovranno ora svolgere tutte le procedure per affidare i servizi.

Ultime trattative prima del voto in Consiglio regionale sulla sfiducia presentata dalle opposizioni. Il Movimento 5 Stelle insiste: “Basta con questo teatrino, Toma si regge su una maggioranza artificiale”. Il centrodestra in conclave prima del giorno della verità avverte il capo della Giunta: “Se non rispetta gli impegni, ci infiliamo in una strada senza uscita”. Aia Romagnuolo tentata a dire sì alla sfiducia: “La lealtà non ha prezzo”. Ma il neo assessore della Lega bersaglio dei malpancisti passa al contrattacco: “Io sono sereno. Un passo indietro? Non è un problema mio”


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