Fedez, mai come oggi la musica al centro della mia vita

Scritto da on 17 Giugno 2020

Fedez, mai come oggi la musica al centro della mia vita

Uscito “Bimbi per strada”, nuovo brano che anticipa suo ritorno

 “Mai come oggi la musica è al centro della mia vita e della mia carriera. Ma sono più libero che mai, perché vivo il privilegio di non doverla fare necessariamente per il mio sostentamento”. Fedez, ormai imprenditore di se stesso che si muove tra mille esperienze diverse (tra le ultime la partecipazione a Celebrity Hunted per Amazon Prime e il podcast Muschio Selvaggio, senza dimenticare le diverse presenze come giudice a X Factor nelle edizioni passate), torna alla musica.

Dopo il brano “Le feste di Pablo” con la giovane Cara e dopo “Problemi con tutti (Giuda)” uscito nelle settimane scorse, ha appena pubblicato il singolo “Bimbi per strada”, scritto durante il lockdown, rimettendo così la musica in cima alle priorità. “Ma senza dover rispondere per forza alle logiche discografiche, ad oggi riesco a sfilarmi da questo. I brani escono quando sento che è il momento di farli uscire”, avverte e per questo non c’è una data per il prossimo album (“è tutto in divenire”). L’ultimo, Paranoia Airlines, è uscito nel gennaio 2019.

“Bimbi per strada” è un invito alla speranza per le generazioni future. “Smettiamo di educare i bambini e cominciano a farci educare da loro”, è l’appello che lancia, anche sulla base della sua esperienza di padre del piccolo Leone, avuto con Chiara Ferragni. “Da quando c’è lui, ho una visione diversa. Ma non si diventa padre nel momento della nascita di un figlio, lo si diventa passo passo, nella condivisione”. Il brano ha origine dalla musica di “Children” di Robert Miles, brano icona degli anni ’90. “Uscì nel ’95 e Robert Miles cercava di attenuare il problema delle morti bianche dopo la discoteca, spronando a chiusure più pacate – racconta Fedez – Era la colonna sonora delle piazze. C’era la voglia di far ballare, ma con uno strascico di malinconia. Un’atmosfera che calza perfettamente a questa strana estate 2020”.

Un’estate che, causa pandemia, ha visto svanire i grandi eventi musicali, ma anche nascere l’impegno di alcuni artisti pronti a tagliarsi il cachet e ad esibirsi davanti a un pubblico più ristretto. “Se posso essere d’aiuto, io ci sono. E’ ovvio che questo è un modello poco interessante per le agenzie di booking. Sono concerti non per arricchire l’artista, ma per dare lavoro”.

Di questi ultimi giorni anche le polemiche sui voucher, con l’intervento di Paul McCartney che ha attaccato il governo italiano e Assomusica per la decisione di non rimborsare gli spettatori per i suoi live cancellati e non riprogrammati. “Non si può che concordare con lui – afferma il rapper -. I voucher sono un’opzione a tutela dei soldi dell’artista o dell’agenzia di booking. Dovrebbero essere gli artisti stessi a chiedere che vengano restituiti i soldi, sono loro che possono fare qualcosa per cambiare la situazione”. Lo stesso Fedez si è spesso trovato coinvolto in polemiche e scontri politici. Uno degli ultimi, quello per la raccolta fondi per il San Raffaele a Milano, contestata dal Codacons. “Antepongo le vite salvate alle polemiche. La terapia intensiva del San Raffaele è stata la più grande opera dell’emergenza non fatta dalle istituzioni. Le polemiche finiscono in secondo piano”

Fonte: Ansa


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