Patto tra Confimprese Italia e China International Import Expo: i benefici per la Sicilia

Scritto da on 28 Aprile 2024

ECONOMIA. Accordo che di fatto ha segnato un nuovo passo avanti a sostegno dello sviluppo imprenditoriale sulla direttrice Italia-Cina. La firma, nei giorni scorsi, a Milano. I particolari su Radio Rcs Sicilia

“È sicuramente un’opportunità di cui potranno approfittare le micro e piccole imprese siciliane”: a dichiararlo è Giovanni Felice, coordinatore di Confimprese Sicilia e vicepresidente vicario di Confimprese Italia, commentando l’accordo siglato pochi giorni addietro con China International Import Expo.

Accordo che di fatto ha segnato un nuovo passo avanti a sostegno dello sviluppo imprenditoriale sulla direttrice Italia-Cina. La firma, nei giorni scorsi, a Milano in occasione della conferenza di presentazione della VII Edizione della CIIE (Italia) promossa dal consolato Cinese in Italia.

China International Import Expo è una fiera internazionale giunta alla sua settima edizione, prevista a Shanghai dal 5 al 10 novembre 2024. Il CIIE è stato personalmente proposto e annunciato da Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare Cinese. Ha lo scopo di aprire il mercato interno cinese alle società straniere e di aumentare il consumo interno: in questo senso interessa anche le imprese siciliane, che possono rivolgersi agli uffici di Confimprese Sicilia, costola di Confimprese Italia nell’Isola, per sbarcare attraverso questo accordo di cooperazione nel mercato cinese.

 “L’accordo – dicono i vertici di Confimprese Italia – è volto a favorire la cooperazione nel campo economico e commerciale tra Cina e Italia e incoraggiare un maggior numero di aziende e istituzioni italiane a cogliere le opportunità offerte dal mercato cinese. Si rivolge in particolare al segmento MPMI (micro e piccole imprese) e si pone l’obiettivo di supportare efficacemente, attraverso servizi di mediazione, il mondo delle micro, piccole e medie imprese italiane e cinesi interessate da attività industriali e commerciali nei due mercati di riferimento.

“Tale cooperazione potrà essere sviluppata anche attraverso la possibile individuazione di punti distributivi dedicati alle esigenze delle varie realtà imprenditoriali”, sottolinea il comunicato stampa.

I firmatari dell’accordo

Nel dettaglio, le parti si propongono di offrire prodotti e servizi a supporto delle esigenze delle due comunità, “favorendo la presentazione e il successivo accompagnamento dei reciproci affiliati, anche attraverso il supporto della Camera di Commercio Cinese in Italia e Italiana in Cina – continua la nota stampa –. La collaborazione si indirizzerà altresì verso la realizzazione di iniziative congiunte di promozione”.

“Abbiamo siglato un importante Memorandum of Understanding per avviare una forte cooperazione commerciale con istituzioni e aziende cinesi. Sono tantissime le imprese italiane che ci chiedono aiuto per avviare rapporti di interscambio oltreoceano. Abbiamo da sempre intrattenuto un cordiale rapporto con la Cina ed ora grazie a questo accordo stringeremo ancor più il legame di cooperazione per promuovere un import/export più orientato ed efficiente”, ha dichiarato Guido D’Amico (presidente di Confimprese Italia).

Per Giovanni Felice, presente anche lui alla firma dell’accordo: “È un ulteriore tassello nel solco di una collaborazione con la Cina avviata da alcuni anni. Sono molto soddisfatto perché ritengo sia foriero di nuove occasioni di crescita anche per le imprese siciliane. Del resto, la presenza delle comunità cinesi nelle nostre città dove le imprese, i negozi e i ristoranti made in China convivono con le realtà locali, nel rispetto reciproco, è un segno che crescere insieme è possibile”.

Ed infine: “L’obiettivo è quello di fornire alle aziende italiane e siciliane che vogliono avere rapporti con la Cina una serie di servizi aggiuntivi e punti di riferimento certi, in maniera da rendere facile sia la partecipazione alla Fiera (a Shanghai dal 5 al 10 novembre, come anticipato nel pezzo, ndr), ma anche e soprattutto favorire gli scambi commerciali e turistici tra il nostro territorio e il territorio cinese. Sappiamo tutti l’importanza del mercato cinese, però se non si trovano i canali giusti difficilmente si riesce a portare avanti un progetto credibile e soprattutto conveniente per il nostro territorio”.

MICHELE BRUCCHERI

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