Giuseppe Romano, il sindaco Tesauro: “Caltanissetta non lo dimenticherà”

Scritto da on 22 Dicembre 2025

“Il suo posto era un luogo che non apparteneva a uno solo, ma un po’ a tutti. Un punto riconoscibile, che faceva parte del nostro vivere quotidiano. Anni e generazioni sono passati davanti a quella presenza discreta

Giuseppe Romano

Nelle scorse ore è morto Giuseppe Romano, “mitico lustrascarpe”. Un artigiano umile e amato da tutti. In tanti hanno fatto sentire la propria “voce”. Ovviamente non poteva mancare quella del sindaco di Caltanissetta.

“Oggi la nostra città saluta Giuseppe Romano e lo fa con un sentimento sincero di cordoglio e di gratitudine”, scrive Walter Tesauro.

“Se ne va un uomo che tutti conoscevano, anche senza aver mai usufruito del suo lavoro. Perché Giuseppe Romano non era soltanto un artigiano: era una presenza, un volto familiare, un amico silenzioso della città”, afferma.

“Nel suo modo di lavorare c’era molto più di un mestiere. C’erano le mani, la manualità paziente, i gesti ripetuti con rispetto e dignità. C’erano valori che oggi rischiamo di perdere: l’onestà del lavoro, la costanza, il senso del dovere, il rapporto umano diretto. Un artigianato semplice e autentico, capace di diventare parte dell’identità collettiva”, argomenta ancora Tesauro.

“Il suo posto era un luogo che non apparteneva a uno solo, ma un po’ a tutti. Un punto riconoscibile, che faceva parte del nostro vivere quotidiano. Anni e generazioni sono passati davanti a quella presenza discreta, che non chiedeva nulla se non di continuare a fare il proprio lavoro con dignità”, prosegue il sindaco.

“Oggi piangiamo un uomo gentile e con lui un pezzo di storia della nostra Caltanissetta. Una storia fatta di gesti umili e grandi, di lavoro onesto e di rispetto reciproco – conclude il sindaco Tesauro –.  Alla sua famiglia va il mio pensiero più sincero e l’abbraccio dell’intera comunità. Caltanissetta non dimenticherà Giuseppe Romano, perché certi uomini continuano a vivere nel ricordo di una città che li ha riconosciuti come parte di sé”.

MICHELE BRUCCHERI

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