Caltanissetta: riordino ospedaliero regionale e proposta quarto polo sanitario siciliano

Scritto da on 12 Luglio 2025

Con una lunga e dettagliata nota stampa, fa sentire la sua “voce” il gruppo “Futura – Costruiamo insieme la Città”. La denuncia: la sanità pubblica non viene più percepita come un bene comune

“Con il nostro gruppo consiliare ‘Futura – Costruiamo insieme la Città’ denunciamo con fermezza il nuovo piano di riordino della rete ospedaliera proposto dalla Regione Siciliana, così come il silenzio assordante del sindaco di Caltanissetta su una questione tanto cruciale per il futuro della nostra comunità”.

Nero su bianco, in una lunga nota stampa, si esprime così il gruppo politico nisseno in merito al riordino ospedaliero regionale e alla proposta del quarto polo sanitario siciliano.

“Le notizie emerse in questi giorni – prosegue il comunicato – delineano un progetto ampiamente bocciato dai sindaci e dagli amministratori locali, progetto che rappresenta l’ennesimo schiaffo alla nostra provincia. Un piano che taglia posti letto, ignora i reali bisogni dei territori e, soprattutto, abbandona il Presidio Sant’Elia, negandogli di fatto il pieno riconoscimento e l’attuazione del suo ruolo di DEA di II livello, come previsto dalla normativa vigente (D.M. 70/2015)”.

“Mentre si discute di posti letto, ci si dimentica che non sono ancora operativi i reparti di chirurgia toracica e cardiochirurgia, come la normativa prevede, mentre continua la carenza cronica di personale medico, sanitario e tecnico”, sottolinea la nota.

“Siamo di fronte a una visione miope e sbilanciata, che palesa una verità amara: la sanità pubblica non viene più percepita come un bene comune, ma come una variabile contabile da gestire secondo convenienze politiche ed equilibri elettorali”, viene denunciato. “Ma la salute non è un privilegio. È un diritto universale e inalienabile, soprattutto per le aree più fragili della nostra regione”.

La nota continua: “In decenni di scelte sbagliate, il sistema ospedaliero della nostra provincia è stato progressivamente smantellato. Oggi i cittadini della provincia di Caltanissetta sono costretti a rivolgersi altrove – Palermo, Catania, Messina, fino al Nord Italia –, o alla sanità privata, contribuendo a una mobilità sanitaria passiva insostenibile, che pesa sui bilanci pubblici e trasforma le cure in un lusso per chi può permettersi di spostarsi”.

Il gruppo nisseno argomenta: “Intanto la sanità nella nostra provincia arretra, mentre i grandi poli metropolitani continuano a ricevere investimenti, tecnologie e personale. E in questo scenario di squilibrio crescente colpisce l’assenza totale del sindaco Tesauro, che ancora una volta ha scelto il silenzio. Una linea inadeguata, che non tutela Caltanissetta né il suo ruolo strategico”.

“Al contrario, esprimiamo apprezzamento per il fronte comune che si è creato tra i sindaci del territorio: una risposta collettiva, coraggiosa e necessaria. Perché la sanità non può e non deve diventare una guerra tra poveri”, viene sottolineato.

“Non si può più accettare che un ospedale cresca a scapito di altri, né che territori interi vengano lasciati indietro – si legge ancora nel comunicato stampa –. È tempo di cambiare visione. O il territorio cresce tutto insieme, o non crescerà mai. Come gruppo consiliare Futura, da tempo, indichiamo una direzione chiara e concreta: fare della provincia di Caltanissetta il Quarto Polo Sanitario della Sicilia”.

“Grazie al lavoro in Consiglio comunale, al percorso partecipativo avviato con il FuturaLab e al confronto con cittadini e operatori sanitari, abbiamo costruito una proposta reale”, aggiunge la nota. Ed elenca: rendere Caltanissetta un hub di II livello funzionale e completo, con reparti attivi e personale stabile, a servizio anche delle province limitrofe; garantire a Gela il ruolo che merita come ospedale di riferimento, tenendo conto della sua posizione geografica e dell’ampiezza del bacino d’utenza; sostenere tutti gli ospedali territoriali in centri in cui la fragilità viaria li rende ancora più vulnerabili e bisognosi di un presidio ospedaliero stabile ed efficiente.

“Questa è la nostra visione – conclude il comunicato stampa –. E continueremo a difenderla, con determinazione e con la forza di chi crede che la sanità pubblica non si taglia. Si difende”.

MICHELE BRUCCHERI

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