Non è qui la festa! Il no di Marevivo a mega eventi in spiaggia

Scritto da on 7 Luglio 2022

Marevivo Onlus ribadisce la sua contrarietà ai mega eventi estivi, ripartiti in questi giorni già con numeri altissimi, che vedono decine di migliaia di persone riversarsi sulle spiagge, generando un affollamento aggravato dall’utilizzo di impianti audio di altissima potenza, dalla realizzazione di parcheggi e da interventi preventivi di trasformazione, “a volte irreversibile”, sugli ambienti naturali circostanti. L’associazione ambientalista, che dal 1985 si batte per la tutela del mare e del suo ecosistema, punta il dito su iniziative che rappresentano, scrive, “una scelta eticamente sbagliata che mette a rischio un ambiente delicatissimo, che va curato e preservato, la fruizione del quale dovrebbe essere sostenibile”.Ogni evento culturale e sociale può e deve esistere per il bene della comunità, sottolinea Marevivo, a patto che non rechi danni. Teatri, palazzetti, stadi, arene, si sottolinea, sono luoghi storicamente e ragionevolmente deputati a questo genere di iniziative. “Spiagge e litorali – spiega Marevivo – sono ambienti fragili e dinamici e, da un punto di vista geo-morfologico e biologico, sono importanti aree di transizione dove si incontrano terra e mare, segnando il confine tra due ambienti naturali straordinari, scrigni di biodiversità che oggi sono sempre più minacciati dalle attività umane. Non tutti sanno che partecipare a un grande evento sulla spiaggia produce un forte impatto sull’ambiente, a prescindere dal livello di attenzione degli organizzatori per ridurne gli effetti”. E ancora: “La concentrazione di decine di migliaia di persone in uno spazio ridotto provoca una pressione che la spiaggia e il suo delicato ecosistema non possono sostenere”. Il mare e le spiagge “sono parte del patrimonio collettivo” come arte. archeologia, cultura. “Per questo è necessario avere un approccio diverso al godimento di queste risorse che, ricordiamo, appartengono a tutti. Preservare le spiagge e il loro ecosistema – conclude l’associazione – è necessario al mantenimento di un equilibrio che si è formato in miliardi di anni e che è fondamentale alla sopravvivenza di molte specie, anche la nostra”.


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