Il premier Boris Jhonson al verde.

Scritto da on 3 Maggio 2021

 

Il premier britannico Boris Johnson sarebbe “troppo povero per permettersi di fare il primo ministro”. A dirlo è un consigliere di Downing Street che, in forma anonima, ha rivelato al “Sunday Times” che Johnson sarebbe sul lastrico. Secondo i conti fatti dal settimanale, il premier sarebbe continuamente assillato da problemi finanziari che lo espongono a pressioni di ogni tipo. a lista delle spese che pesano sul bilancio personale di Johnson, del resto, è piuttosto lunga e a mettere il carico è sicuramente il capitolo “vita privata”. Innanzitutto il divorzio dalla ex moglie Marina, che è stato salatissimo, poi il mantenimento dei sei figli “ufficiali” (anche se le voci dicono che calcolando anche quelli “ufficiosi” la lista sia ben più lunga), il mutuo da oltre un milione e mezzo di euro per la casa nel sud di Londra, in cui vivrà insieme alla fidanzata, Carrie Symonds e le spese per il cottage nell’Oxfordshire.

Proprio la Symonds è finita al centro delle polemiche per la costosissima ristrutturazione del numero 10 di Downing Street, l’appartamento in cui vive come Primo Ministro: 58mila sterline per risistemare gli interni, pagati, a suo dire, con il contributo (mai dichiarato) di alcuni finanziatori del partito conservatore. Nulla in confronto alle 200mila sterline (qualcosa come 250mila euro), spesi per gli arredamenti di design, scelti a quanto pare proprio dalla Symonds per cancellare le tracce del passaggio della precedente inquilina, Theresa May. Tante spese a fronte di incassi meno elevati di quanto fosse in precedenza. Se prima di diventare capo del governo si stimava che riuscisse a raccogliere mezzo milione di sterline l’anno, (solo come opinionista del Telegraph guadagnava oltre 300mila euro) oggi il suo stipendio ufficiale, al netto delle tasse, è di circa 95mila sterline (intorno ai 110mila euro), cui vanno tolti almeno altri 10mila euro di tasse sull’appartamento di Downing Street, i pasti personali di BoJo e dei suoi ospiti, baby-sitter e personal training. Il confronto è presto fatto.

Per tentare di far quadrare i conti si sarebbe rivolto prima ai finanziatori del partito conservatore e poi avrebbe chiesto un prestito in banca, anche se non lo ha mai dichiarato ufficialmente. Gioco facile, per l’opposizione del partito laburista, gridare allo scandalo e alla corruzione. Ma il timore che questa fragilità economica possa spingerlo a finire sotto qualche ricatto accomuna un po’ tutto il mondo politico. E forse non solo quello.


– RADIO RCS SICILIA –

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