La Maturità riapre le scuole: al via l’esame al tempo del Covid

Scritto da on 17 Giugno 2020

La Maturità riapre le scuole: al via l’esame al tempo del Covid

 

Cinquecentomila maturandi chiamati a sostenere un colloquio di un’ora davanti ai loro professori, tra gel e mascherine. E c’è chi lo fa all’aperto
Maturità, è il grande giorno. Da stamattina alle 8.30 in 2.700 licei e istituti si sono riaperte le aule per la prima volta dopo il lungo lockdown per accogliere i primi maturandi. Mezzo milione in tutto chiamati a sostenere un colloquio di un’ora davanti ai professori della classe.

Una Maturità inedita, in emergenza, ridotta al solo orale, protetta da mascherine, segnata dalla distanza di almeno due metri tra candidati e commissari, senza abbracci. Comunque una prova per ragazzi e professori, tra ansie da esame e paure da contagio. Un Esame di Stato diverso, riconosce la ministra all’Istruzione Lucia Azzolina, “ma più importante perché questa volta ci riporta in classe”. Un test per il Paese, le prove generali per il rientro a settembre.

Ci si è arrivati di corsa, inseguendo l’incognita sul contagio, 39milioni spesi per le misure di sicurezza, l’affanno nel trovare i 13mila presidenti di commissione: precettati i prof più giovani, chiamati anche i ricercatori universitari. “Ci tenevo a un esame in presenza” dice la ministra in visita all’istituto Quarenghi di Bergamo, una delle città più colpite dal Covid19. “La mia Maturità? Avevo la febbre alla prova di italiano, oggi non avrei potuto sostenerlo”. In molti istituti sarà misurata la temperatura all’ingresso, altri faranno l’esame all’aperto come il liceo Kennedy di Roma e l’agrario di Todi. E poi gazebo in ferro battuto al tecnico per geometri all’Isola d’Elba, tende a forma di vele per dare ombra ai maturandi dell’agrario Sereni, periferia romana.

Chi ha alzato barriere di plexiglas sulle cattedre e sui banchi dove si siede il candidato, perché abbassarsi la mascherina è permesso durante il colloquio, ma non si sa mai. Una soluzione scelta, per esempio, al liceo Righi di Bologna, al Franchetti di Mestre (dove i docenti avranno anche le visiere) e all’artistico di Bergamo. Chi si è prodotto in casa, nei laboratori di chimica, il gel disinfettante. I bidelli sono stati istruiti dalla Croce Rossa, i docenti hanno fatto corsi di formazione online. Si temeva la fuga, ma alla fine non c’è stata, ai lavoratori “fragili” è stato concesso di seguire l’esame a distanza, pochi casi in ogni istituto.

“Mai come quest’anno questo appuntamento è stato tanto atteso e al tempo stesso temuto – dichiara Antonello Giannelli, presidente dell’associazione nazionale dei presidi (Anp) – Siamo arrivati ai colloqui con molti dubbi e molti timori, ma siamo qui perché il mondo della scuola, ha saputo riorganizzarsi con tenacia, impegno e fatica”.

I candidati – cinque al giorni in media, 65mila i debuttanti oggi – arrivano alla spicciolata, solo 15 minuti prima della convocazione e con un solo accompagnatore, mamma o fidanzato? Niente festeggiamenti all’uscita. Fa impressione, è l’esame al tempo della pandemia.

Come ci sono arrivati i ragazzi? Con lezioni online per tutto il secondo quadrimestre e informazioni che cambiavano di giorno in giorno. Hanno conosciuto l’isolamento e l’incertezza sulle regole dell’esame: a distanza, forse in presenza, anche gli scritti, anzi no. Non hanno potuto vivere gli ultimi mesi dei loro cinque anni tra i banchi di licei, tecnici e professionali: niente ultima gita, addio risate e preoccupazioni da vivere e condividere prima di diventare “grandi”. “Dopo ci disperderemo all’università, sarà difficile ritrovarsi tutti”. Tra le cose che la pandemia ha cancellato ci sono anche i tradizionali gruppi di studio, certifica Skuolanet: un maturando su due si è preparato in solitaria.

“Un grande in bocca al lupo a tutte le ragazze e i ragazzi – twitta il premier Giuseppe Conte – Tirate fuori il meglio che è in voi, perché dovrete essere i protagonisti di un’Italia migliore”. Altro tweet, della ministra Elena Bonetti: “Abbiate il coraggio di sogni grandi, siamo con voi!”. Nicola Zingaretti, segretario del Pd, invita i ragazzi a “combattere, perché è un passaggio importante dal quale uscirete più forti per affrontare il futuro”.

“So che avete fatto un sacrificio chiusi in casa per mesi, molto più che per voi stessi, per la parte della società più esposta all’epidemia. Mi piace molto pensarvi tutti come Enea che porta in salvo il padre Anchise: un’immagine di grande civiltà. Quella è stata una prova di maturità importante. E l’avete già passata con lode”, l’augurio della senatrice a vita Liliana Segre.

Fonte: LaRepubblica

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