Radio Rcs Sicilia oggi festeggia 45 anni di vita

Scritto da on 10 Marzo 2024

di MICHELE BRUCCHERI – L’EDITORIALE. È nata il 10 marzo 1979. Da oltre quattro anni è il patron l’ingegnere Salvatore Vancheri. Tra storia e ricordi, l’identità di questa straordinaria realtà di Serradifalco

Cin cin a Radio Rcs Sicilia. Oggi festeggia la sua quarantacinquesima candelina. Una data storica, importante, da “incorniciare”. Era infatti il 10 marzo 1979 allorché nacque questa straordinaria emittente radiofonica che da poco più di quattro anni ha nell’ingegner Salvatore Vancheri, patron ed editore, il suo “pilastro” portante. E allora, felici e raggianti, in alto i calici e cento di questi giorni. Auguri. Cercherò di essere come il pescatore. Nel mare immenso in cui nuotano i fatti, calerò le mie reti e porterò a riva una piccola ma preziosa quantità del nostro prestigioso passato.

Ciak: parte il film. “Per conoscere chi siamo, bisogna guardarsi sempre indietro”, avrebbe scritto il grande Umberto Eco. Radio Rcs Sicilia venne partorita, come anticipato, 45 anni fa, come oggi. Sul numero unico “Diciottanni”, del marzo 1997, scrivevo: “Nata sotto il segno dei Pesci. Non è un melenso scimmiottare una vecchia e bella canzone di Antonello Venditti. È, invece, la situazione astrale dell’avvenente e diciottenne… Rcs, che emise i primi vagiti esattamente il 10 marzo 1979”.

Un’emittente radiofonica che si è trovata, sempre, laddove batteva la Storia. Gli ingredienti vincenti – in tutti questi anni – sono stati, ineluttabilmente, la musica e l’informazione. Migliaia di interviste, non solo ai politici locali o agli abitanti del paese e dell’hinterland, ma anche ad intellettuali ed artisti di fama nazionale, celebri politici. E poi intrattenimento intelligente, programmi di satira…

I microfoni, sempre, aperti a tutti. Una radio che, nel tempo, ha avuto almeno trecento collaboratori ed ha vantato, nella sua lunga e blasonata storia, anche due frequenze. Ha raccontato, senza filtri, il territorio. I protagonisti, le comparse, le virtù e i vizi, insomma, ciò che era ritenuto meritevole. Nel bene e nel male, evidentemente. Oggi tratteggiamo un breve profilo biografico di Radio Rcs Sicilia con questo editoriale celebrativo.

Nel corso degli anni, ovviamente, è stata una radio ecumenica e pluralista (come oggi, come sempre d’altronde), proponendo dibattiti politici e culturali, rubriche come la poesia, la recensione cinematografica e letteraria, il quiz, la musica a richiesta… Un vasto bacino d’utenza che abbracciava il Nisseno, l’Agrigentino e una porzione del Palermitano (Valledolmo), talvolta l’Ennese (riscontro da Calascibetta, ad esempio). Oggi che la radio “viaggia” o “naviga” nella rete è globale, planetaria.

Periodicamente, poi, durante gli anni, sono state realizzate numerose pubblicazioni (io e Totò Benfante siamo stati i promotori, in prima linea, assieme al compianto Totò Petix): per far conoscere di più e meglio l’emittente radiofonica. Sono state trasmesse le sedute del Consiglio comunale di Serradifalco. Lunghe dirette per tenere informata la comunità, senza filtri. Quanti sacrifici! Un vero e proprio protagonismo della nostra radio, mai prona a nessuno. Un essenziale punto di riferimento, informativo e culturale. Eravamo frequentemente occupati a promuovere dibattiti, per una sana crescita del territorio.

Il compianto poeta Angelo Rizzo scriveva nel numero unico “Venti anni” (1999): “Per molti aspetti, la radio locale è la voce stessa della nostra etnia”. Totò Infantolino: “…Una parte della nostra vita dedicata, giorno dopo giorno, ad organizzare, progettare, programmare l’attività radiofonica di Rcs. Un lavoro stimolante, impegnativo, piacevole, difficile nello stesso tempo”. Pasquale Petix: “La radio può aiutarci a capire. Anzi, spiega tutto”.

Anni fa intervistai Totò Infantolino (“per un breve viaggio nel sentiero della memoria”, scrissi in uno di quei preziosi fogli). E rispose, in merito alle origini: “…La base fu data da Radio Quattro, che trasmetteva solo dopo le nove di sera fino a tarda notte, in quel di vicolo Cordaro, numero quattro, appunto. Per mixer avevamo l’interruttore di una lampadina”. Da allora, ben 45 “primavere”. Radio Mandria, Radio Cooperativa Serradifalco, Nuova Rete FM… Oggi Radio Rcs Sicilia.

Salvatore Vancheri (editore di Radio Rcs Sicilia) e Michele Bruccheri (giornalista)

Dagli scaffali della memoria, potremmo pescare – un po’ tutti – qualche ricordo. Perché la radio era – ed è – una visione della vita. La musica sovente ci accompagna, le parole ci fanno riflettere e ci indirizzano verso un cammino. Oggi, poi, la radio è anche un po’ Tv. I video vengono apprezzati e anche in questo caso bisogna saper amalgamare i vari ingredienti. Ciascuno di noi, soprattutto chi ha avuto un ruolo in seno all’emittente radiofonica (ho citato alcuni nomi, ma l’elenco sarebbe veramente sterminato; però vorrei menzionare Lillo Lauricella), può attingere dal personale e prezioso scrigno dei ricordi. Tanti, singoli fotogrammi che fanno la Storia di Radio Rcs Sicilia.

Recentemente, Roberto Vecchioni ha detto: il passato non è mai rimpianto, ma occasione. E poco più di quattro anni addietro, audace e lungimirante, il nostro Salvatore Vancheri, Totò per tutti, ha preso le redini di questa affascinante realtà. Facendola diventare sempre più competitiva, attraente, ricca di contenuti. E tra questi, vi è indubbiamente il nostro sito informativo di cui sono il direttore responsabile della testata giornalistica. Dallo scorso 4 luglio, allorché esordii con un editoriale d’insediamento, abbiamo potenziato la sezione delle notizie. Permettetemi di dire soltanto che è una delle testate più autorevoli e serie.

Evito, tuttavia, di tessere le lodi di Radio Rcs Sicilia. Ciascuno, però, sa se siamo oggettivi o di parte. Da noi c’è, senza ombra di smentita, qualità e rigore, un ricco palinsesto, eterogeneo, pregevole, fatto di volti e di voci. Poche settimane addietro, scrivendo un pezzo per la nostra testata, elencavo i nomi di questa grande e affiatata famiglia (oltre l’ingegner Vancheri, Liria Zaffuto – direttrice artistica della radio sino a pochi giorni fa – ed Emanuele Cellauro che ha ricevuto il testimone). Li menzionavo e sono: Giovanna Difrancesco, Antonio Alaimo, Totò Infantolino, Antonino Montante, Massimo Candura, Gaetano Di Vincenzo, Denise Middione, Simona Cacciato, Ferdinando Messina, Giovanni Scuzzarella…

Guardando indietro, credetemi, si riesce persino a fare un passo in avanti. Anzi, di più. Per rendere Radio Rcs Sicilia sempre più bella e solida, capace di essere attiva protagonista, di narrare il territorio, di raccontare storie, di intrattenere e di far riflettere. Essere, nel nostro piccolo, con la nostra qualificata offerta, una luce che guida e illumina il cammino.

Il protagonista di un romanzo di Alessandro Baricco dice che nella vita non è davvero finita finché hai una storia da raccontare e qualcuno a cui raccontarla. Noi, nel nostro piccolo, ne abbiamo tante di storie da narrare e sappiamo che il nostro “popolo” (radioascoltatori, utenti video, lettori) sa ascoltare. Radio Rcs Sicilia è piena di vita e di sogni. E insieme cercheremo di fare, sempre, cose belle.

Radio è sinonimo di armonia, musica, parola, compagnia, cultura, intrattenimento, emozione… Radio è cuore, cuore che batte, che pulsa. Radio è vita. Radio Rcs Sicilia “è”! Auguri di vero cuore e cin cin: cento di questi giorni!

MICHELE BRUCCHERI

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